Progetto Ohacalala

Origine dell'iniziativa

Il progetto di sostegno a distanza Ohacalala ("felicità" in macua, uno dei dialetti parlati in Mozambico), promosso in Italia dal Cesvitem, è gestito in loco da Watana ("unità" in macua), un'associazione senza fini di lucro costituita nel 2002 da una decina di giovani mozambicani. Fra di essi cinque ex studenti dell'Escola Industriale de Carapira (EIC), uno dei più rinomati istituti tecnico-professionali del Mozambico, riabilitato dal Cesvitem nei primi anni '90 dopo la conclusione della guerra civile. Due di questi ex studenti (Adolfo Hilario Saquina e Jacinto Vahocha), con il sostegno economico del Cesvitem, si sono diplomati in Italia nel 2000 presso l'Itis Pacinotti di Mestre. Una volta rientrati nel loro paese, oltre ad entrare nel corpo docente dell'EIC, hanno dato vita a Watana, allo scopo di promuovere iniziative a favore dell'infanzia svantaggiata.

Nel 2002 Watana ha effettuato un'indagine in alcuni villaggi del distretto di Monapo (Mozambico settentrionale), dove ha sede l'associazione: è stata in questo modo verificata l'esistenza di oltre 3.000 bambini in condizioni di grave disagio, imputabile all'alto tasso di mortalità infantile, all'elevato numero di orfani, al precoce abbandono degli studi, alle limitate risorse economiche delle famiglie. Per contribuire a risolvere queste problematiche, Watana ha avviato il progetto Ohacalala, rivolto a minori selezionati tra quelli più bisognosi di aiuto.