Il Girotondo: ultimo numero

  • S
  • S
  • A
  • a

Cambio di programma (numero 3 - dicembre 2018)

editoriale a cura di Simone Naletto

Questo editoriale volevamo dedicarlo, come la copertina, al tema della famiglia. Volevamo partire dalle famiglie dei nostri progetti di sostegno a distanza, a cui come leggerete dedichiamo quest’anno il fondo doni di Natale. Volevamo fare riferimento al ruolo di “mamma” che ha avuto per la nostra associazione suor Maria Pedron, da oltre quarant’anni in lotta per il diritto alla salute in Mozambico. Volevamo citare la tenerezza e la forza dell’abbraccio paterno che vedete qui a fianco, simbolo un po’ del nostro impegno nel Sud del mondo. Poi però, mentre stavamo per andare in stampa, è arrivata la notizia del rapimento di Silvia Romano, la giovane cooperante italiana impegnata in Kenya. Allora abbiamo deciso di cambiare i programmi. O forse no, perché in fondo stiamo sempre parlando di famiglia. Perché Silvia in fondo è come una nostra sorella minore. Lei come tutti i ragazzi e le ragazze che studiano, si preparano e poi cercano di costruire un domani migliore partendo dalle periferie del mondo.

Siamo rimasti esterrefatti dal dibattito che si è scatenato nei giorni successivi al rapimento di Silvia. Un dibattito, soprattutto sui social, a colpi di “se l’è cercata”, “poteva starsene a casa sua”, “ci sono tanti poveri da aiutare anche qui”. Critiche, se non veri e propri insulti, che sentiamo direttamente anche sulla nostra pelle. Allora usiamo questo editoriale per dire che siamo stanchi. Stanchi di sentirci definire, quando va bene, “buonisti” o “ingenui”. Stanchi che la solidarietà, l’accoglienza, il rispetto vengano sviliti, derisi, ribaltati in valori negativi. Stanchi di distinzioni tra poveri, i nostri e quelli degli altri, come se non avessero tutti pari dignità, come se il loro disagio non avesse una radice comune nelle disuguaglianze che straziano questo nostro mondo. 

Di fronte a tutto questo prendiamo in prestito le parole di Anna, coetanea di Silvia, che pochi mesi fa abbiamo accolto come tirocinante al Cesvitem durante il suo percorso verso la laurea in Relazioni internazionali. “Ho letto che oggi i veri rivoluzionari sono tutte le ragazze e i ragazzi come Silvia, che remano contro corrente in un mare d’odio. Perché a “casa tua” ci stai e fai di tutto per essere una piccola rivoluzione. Ma poi arriva il momento in cui ti dici “posso fare di più?”, e parti. Parti a discapito di tutto e tutti. Parti perché questo mondo non ti piace, e decidi che la tua missione è portare le tue forze dove magari le forze sono un po’ meno. E io, come tutte le persone che decidono che “casa loro” non sta dentro i confini della patria, ma si estende in tutto il mondo, non siamo né oche giulive, né stupidi sprovveduti, ma semplicemente persone che decidono di essere esseri umani. E credetemi, niente può riempire il cuore come il sorriso di una persona che ti dice “grazie” in una lingua che magari non capisci, ma che ti arriva dritta all’anima. Ricordiamoci di restare umani, perché siamo tutti figli dello stesso mare”.

Si sopravvive per ciò che si riceve, ma si vive per ciò che si dona”, scrive Silvia sulla sua pagina Facebook. Più bell’augurio di Natale non pensiamo possa esserci.


In questo numero:

Progetti
Un cuore grande per il Mozambico
Girl Power, il futuro è rosa
Piaga da combattere

Speciale Natale
Il bello di stare in famiglia
Caro padrino ti scrivo...
Corrispondenza, istruzioni per l’uso


Scarica Adobe Reader Per leggere Il Girotondo è necessario utilizzare
Adobe Acrobat Reader (versione 7 e successive)

[#WIDGET-SOCIAL#]