Progetto Esperança

Origine dell'iniziativa

Il progetto di sostegno a distanza Esperança ("speranza" in portoghese, la lingua ufficiale del Mozambico) è promosso dal Cesvitem in collaborazione con la Delegazione del Belgio di Medici Senza Frontiere in alcuni quartieri periferici di Maputo, capitale del Mozambico. Dal 2002 MSF assiste in queste aree sieropositivi e malati di Aids, garantendo consulenze e cure specialistiche tramite il GATV (Centro di consulenza e test volontari), offrendo assistenza domiciliare ai malati in fase avanzata, fornendo gratuitamente farmaci, seguendo le donne HIV+ incinte per prevenire la trasmissione del virus al feto.

Attorno a questo progetto si è creata un’ampia rete di attività, che grazie al lavoro di varie organizzazioni e associazioni fornisce un supporto sociale, legale e alimentare alle vittime dell’Aids e alle loro famiglie. Su invito di Medici Senza Frontiere, dal gennaio 2004 il Cesvitem partecipa all’iniziativa con il progetto Esperança. I beneficiari sono bambini e ragazzi vittime dell’Aids, i cui genitori sono sieropositivi, spesso in fase terminale o già deceduti; alcuni di questi minori sono a loro volta HIV+. I nominativi sono segnalati da MSF-Lux, che li sceglie tra i casi più urgenti e gravi.  Dal gennaio 2006 è in funzione, nel quartiere di Maxaquene C, il Centro Esperança, struttura polifunzionale punto di riferimento per gli operatori, i minori coinvolti nel progetto e le loro famiglie.