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Il Sud del mondo ritorna a scuola

Milioni di alunni e studenti, in Africa e Sudamerica, stanno tornando in classe dopo le vacanze estive. Ma, secondo l'Unesco, nelle sole scuole primare anche quest'anno mancheranno all'appello 72 milioni di bambini. L'impegno del Cesvitem per l'affermazione del diritto all'istruzione

In queste settimane milioni di bambini e ragazzi, dall’Africa al Sudamerica, stanno tornando tra i banchi di scuola. Le vacanze estive, che nei paesi al di sotto dell’equatore corrispondono al nostro periodo invernale, sono ormai agli sgoccioli ed è ora di cominciare un nuovo anno scolastico. Anche per i progetti di sostegno a distanza promossi dal Cesvitem è un momento cruciale: in Mozambico le scuole stanno riaprendo i battenti in questi giorni, mentre in Perù le lezioni riprenderanno ai primi di marzo. “Tra iscrizioni, acquisto e distribuzioni dei materiali - spiega il presidente del Cesvitem Simone Naletto -,  per i nostri operatori sono settimane di grande lavoro. Un impegno notevole, portato avanti nella consapevolezza che solo lo studio può dare ai bambini e ai ragazzi coinvolti nei nostri progetti di sostegno a distanza l’opportunità di costruire un futuro per sé stessi, per le loro famiglie e per i loro paesi”.

Se è vero che tutti i tremila bambini sostenuti a distanza attraverso il Cesvitem sono tornati o stanno per tornare in classe, la situazione in molti altri angoli del Sud del mondo è purtroppo ben diversa. Secondo i dati forniti in questi giorni dall’Unesco nell’annuale rapporto sullo stato dell’educazione nel mondo, anche quest’anno nelle scuole primarie mancheranno all’appello ben 72 milioni di bambini, a cui vanno aggiunti 71 milioni di adolescenti che non frequenteranno i livelli di istruzione successivi. Senza contare i 759 milioni di analfabeti adulti, due terzi dei quali sono donne. A questo punto risulta impossibile raggiungere uno dei più importanti Obiettivi del Millennio, ovvero l’educazione primaria universale entro il 2015: stando alle ultime stime, a quella data ci saranno ancora 56 milioni di bambini esclusi dal sistema scolastico. Anzi, la crisi economica rischia di provocare una drammatica inversione di rotta, che vanificherebbe i progressi dell’ultimo decennio. “I paesi ricchi - sottolinea Kevin Watkins, responsabile del report Unesco - hanno investito un mare di risorse per stabilizzare i loro sistemi finanziari e proteggere le loro economia, ma hanno riservato poche gocce per i poveri del mondo”. Resta così un gap di 16 miliardi di dollari tra le risorse investite e quanto invece sarebbe necessario per garantire l’istruzione primaria a tutti i bambini del mondo. “Non possiamo permetterci - sottolinea la direttrice generale dell’Unesco Irina Bokova - di creare una generazione perduta di bambini, privati della possibilità di uscire dalla povertà attraverso lo studio”.

Tutti questi dati rappresentano per il Cesvitem uno stimolo in più a proseguire i propri sforzi per l’affermazione del diritto all’istruzione nel Sud del mondo. Detto dei tremila bambini e ragazzi sostenuti a distanza a cui anche quest'anno sarà garantito l’accesso a scuola, i prossimi mesi vedranno il completamento di tre importanti progetti. Spiega il presidente Naletto: “La costruzione della nuova scuola primaria di Carapira, in Mozambico, è ormai pressoché completata: entro febbraio dovrebbe essere tutto pronto. Grazie alla raccolta fondi del periodo natalizio, abbiamo inoltre potuto trasferire i fondi per il completamento della St. Regina secondary school in Kenya (5.000 euro) e per la costruzione della stalla del Centro di formazione agricola di Gouyou in Ciad (18.900 euro). Si tratta di traguardi molto importanti che abbiamo potuto raggiungere grazie ai nostri sostenitori e che garantiranno il diritto all’istruzione a centinaia di bambini e ragazzi”.

Notizia del 21/01/2010


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