Mutitu Water Project

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Il progetto

Portare l’acqua nelle case di 250 famiglie povere, realizzando un grande sogno iniziato quasi quindici anni fa. È l’ultimo obiettivo del Mutitu Water Project, il grande acquedotto voluto dalla popolazione di un ampio territorio (circa 100 kmq) a cavallo tra i distretti di Nyeri, Nyandura e Laikipia (Kenya centrale), organizzata attorno alla parrocchia cattolica di Mugunda. Nel 1996, dopo l’ennesima epidemia di tifo causata dall’utilizzo di fonti inquinate, si cominciò a studiare la possibilità di costruire un acquedotto per sfruttare le acque del fiume Makirwaki, nell’adiacente Parco Nazionale Nyandarua. Nacque così il Mutitu Water Project (“mutitu” in swahili significa “foresta”), un grande progetto di idraulica rurale coordinato dal missionario italiano don Romano Filippi, che mirava a fornire alla comunità locale acqua per uso domestico e per l’allevamento del bestiame o la coltivazione di un orto di 500 mq.

Oggi, a quasi undici anni dall’avvio dei lavori, risultano posate e funzionanti 130 linee (per una lunghezza complessiva di oltre 350 chilometri) e 25 cisterne. Lungo le linee sono stati installati circa 1.500 punti di erogazione, tra cui 94 water point comunitari, 48 allacciamenti presso strutture pubbliche e oltre 1.300 connessioni da case private, che garantiscono un rifornimento costante d’acqua a circa 14 mila persone. Le ultime 24 linee principali sono state completate nel 2008, grazie anche al contributo del Cesvitem. Da allora il Mutitu Water Project è completamente autonomo dal punto di vista finanziario, grazie ai contributi per la connessione versati dai privati, agli introiti derivanti dalle bollette e al lavoro benevolo prestato dai soci (156 mila giornate di lavoro gratuito solo per lo scavo a mano delle canalette).

Attualmente ci sono circa 1.700 famiglie residenti nella zona servita dal Mutitu ancora in attesa di allacciare la propria abitazione con l’acquedotto. Di queste, 500 sono state classificate dal Comitato di Gestione come estremamente povere e quindi non in grado di versare il contributo una tantum di 300 euro necessario per la connessione.  Il presente progetto prevede il finanziamento dell’allacciamento all’acquedotto di 250 delle 500 famiglie indicate dal Comitato, attraverso la copertura del contributo di connessione. In un’ottica di responsabilizzazione dei soggetti coinvolti, una volta eseguiti i lavori il pagamento delle bollette mensili resterà a carico delle famiglie beneficiarie.