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AttivitÓ Sub-Urb

Sub-Urb muove i primi passi

Il progetto destinato a migliorare le condizioni igienico-sanitarie di cinque quartieri dell’area sub-urbana di Maputo inizia a muovere i suoi primi passi

Serviranno tre anni per arrivare al numero di quasi 20 mila beneficiari diretti, stimato dal progetto, ancor di più per raccogliere i frutti su quelli indiretti: pari a 155 mila. Cifre enormi che per questo hanno visto il coinvolgimento di una fitta rete di partner locali e non. Si è partiti dal coinvolgimento degli enti in loco in questa prima fase, creando una serie di iniziative ricreative e partecipative che potessero arrivare in maniera efficace agli abitanti di Maputo dedicati proprio all’importanza di un ambiente sano, pulito e sicuro.

In un paese come il Mozambico la diffusione di malattie come la malaria, la diarrea e le patologie gastrointestinali è tra le prime cinque cause di mortalità infantile in ambito urbano. Una rete di drenaggio sottodimensionata, un’inefficace sistema di raccolta di rifiuti e un sistema sanitario lacunoso mettono in mostra tutta la fragilità della città.
L’80% delle famiglie vive in abitazioni prive di fossa settica o con una non funzionante, il 45% condivide servizi igienici con una o più famiglie ma è soprattutto nelle scuole che questi morbi hanno rapida diffusione: il 70% delle scuole non ha servizi igienici per genere ed è privo di sistemi di stoccaggio dell’acqua. È partito proprio da questi dati Sub-Urb, che ha lanciato sette club scolastici dedicati ad ambiente salute e genere nei Centri Maria Grazia Rizzo, George Dimitrov, Esperanca e Ntwanano. Non solo, 39 studenti frequentanti l’Università Pedagogica hanno pianificato un corso di accompagnamento nelle scuole e nei centri educativi, proprio per parlare di tali tematiche.

La scuola rappresenta il punto di partenza dal quale cominciare questo percorso di sensibilizzazione, nel frattempo proseguono i miglioramenti strutturali urbanistici dedicati a una migliore gestione della rete idrica e al drenaggio delle acque reflue e meteoriche.

Notizia del 23/01/2019


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