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La lunga strada di Fernando

Dal Perù un nuovo appello per uno dei nostri studenti universitari. Dopo il licenziamento della mamma, la famiglia di Fernando non è più in grado di sostenere i suoi studi in Ingegneria elettromeccanica all'Universidad Cesar Vallejo. Un lungo percorso che non merita di finire proprio sul più bello.

Un’ora al mattino, un’ora alla sera. Per andare e tornare dall’università, ogni giorno Fernando si fa due ore di autobus. “A volte dormo un po’, a volte studio e rileggo gli appunti delle lezioni. Ma soprattutto penso. Penso a tutta la strada che ho fatto per arrivare fin qui”.  Fernando Anderson Tumbajulca Choroco, 18 anni compiuti a maggio, di strada ne ha fatta davvero tanta per arrivare alla facoltà di Ingegneria elettromeccanica dell’Universidad Cesar Vallejo. Strada metaforica e strada fisica. Originario del distretto di Florencia de Mora, terzo di tre fratelli, è entrato nei progetti di sostegno a distanza gestiti dal Cesvitem Perù all’età di 9 anni. “Frequentavo il club de madres Alejandro Sanchez Arteaga e facevo disperare tutti. Qualsiasi cosa mi capitasse per le mani, la smontavo e la rimontavo in continuazione, fino a quando non avevo capito come funzionava ogni singolo ingranaggio. Di auto, da quelle parti, ne passavano ben poche. Ma se ne vedevo una ferma a bordo strada, correvo in cerca del proprietario e lo assillavo fino a quando non mi apriva il cofano per farmi vedere il motore”.

Fernando si è abituato ben presto a studiare lontano da casa. “Quando ho finito le primarie, con il sostegno del Cesvitem mi sono iscritto ad un istituto secondario del mio distretto. Ma i miei genitori erano preoccupati. A scuola tirava una brutta aria, c’erano spesso episodi di violenza e di bullismo. D’altronde Florencia de Mora è una zona famosa per l’alto tasso di criminalità e per le violente bande giovanili, le famigerate pandillas. Papà soprattutto temeva che prendessi una brutta strada e così dopo due anni mi ha iscritto al Gran Mariscal Ramon Castilla, un collegio militare di Huanchaco, alla parte opposta della città”. Al Ramon Castilla Fernando ha completato le secondarie, scoprendo, o meglio riscoprendo, la sua antica passione per la meccanica. “Ad un certo punto ho pensato di proseguire con la carriera militare. Ma quando in quinta ho ricevuto il diploma d’eccellenza come miglior studente del mio anno, mi si è spalancata davanti un’altra strada”. Proprio il diploma d’eccellenza infatti gli ha aperto le porte della Cesar Vallejo, una delle più prestigiose università private peruviane, che in virtù dell’ottimo profitto scolastico gli ha concesso una borsa di studio parziale.

“Ho già quasi completato il primo anno e, fino a qualche mese fa, con la borsa di studio mi sentivo al sicuro. Ma poi in famiglia le cose sono cambiate e ora i miei viaggi in autobus sono pieni solo di preoccupazioni”. Mamma Rocio ha da poco perso il lavoro, a causa della chiusura della copisteria dove era assunta come commessa. E i circa 250 euro di stipendio che papà Alejandro guadagna come vigilante, sono appena sufficienti per i bisogni famigliari. “Grazie ai buoni voti, la borsa di studio parziale mi è stata confermata anche per il prossimo anno. Ma la mia famiglia non è in grado di farsi carico di tutte le altre spese”. Per questo Alejandro è tornato a bussare alla porta della sua seconda famiglia, il Cesvitem Perù, che l’ha inserito tra i beneficiari del Fondo Borse Futuro. “Ho trovato la mia strada, chiedo solo un aiuto per camminarci sopra”.

Il costo annuale della borsa di studio di Fernando è pari a 1.200 euro. Contributi, anche parziali, possono essere versati sui conti corrente intestati al Cesvitem (per gli estremi vedere il link nel box Approfondimenti) indicando nella causale “Fondo Borse Futuro - BU033”.

Notizia del 25/10/2016


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