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Ciad, l'acqua  finalmente un diritto per 9.245 persone

Uno dei nuovi pozzi a Kaourang

Pozzi Ciad, facciamo tredici con la scuola di Kolyang

Grande successo per la campagna 2015 del Progetto Pozzi Ciad: nell'area di Fianga sono stati realizzati ben 25 pozzi, di cui tre "targati" Cesvitem. L'obiettivo per il prossimo anno un nuovo pozzo per 750 alunni delle scuole di Kolyang.

Venticinque nuovi pozzi. E, soprattutto, 9.245 bambini, uomini e donne a cui, finalmente, viene garantito il diritto all’acqua. Sono questi, in estrema ma significativa sintesi, i risultati raggiunti nel 2015 dal Progetto Pozzi Ciad. “Nel 2014 avevamo scavato 19 pozzi - racconta da Fianga don Stefano Bressan, il missionario della diocesi di Treviso referente del progetto - e già quello ci sembrava un risultato straordinario. Aver fatto ancora meglio è davvero incredibile”. Tre dei pozzi realizzati, uno nel villaggio di Waida e due nel villaggio di Kaourang, sono targati Cesvitem, grazie alle offerte raccolte a partire dal 2014 a favore di questa iniziativa: sale così a dodici il numero di interventi finanziati nell’ultimo biennio dalla nostra associazione. “Siamo lieti di festeggiare questo risultato - sottolinea il presidente del Cesvitem Simone Naletto - con la gente di Fianga e con tutti gli amici che qui in Italia ci hanno generosamente dato una mano. Un pensiero particolare va al coro New Generation Gospel Crew: nell’estate 2014 grazie ad un loro concerto avevamo raccolto i fondi sufficienti per due pozzi. Allora avevamo cantato e ballato assieme a loro, adesso ha ballato di gioia la gente di Kourang che finalmente ha accesso all’acqua”.

Scorrere il lungo elenco dei villaggi beneficiari della campagna 2015 riempie davvero il cuore. “Anche quest’anno - spiega don Stefano - gli splendidi risultati raggiunti sono in gran parte merito della tecnica di trivellazione manuale che, assieme al Cesvitem, abbiamo introdotto nel 2014: ben 21 pozzi sono stati infatti scavati in questo modo dalla nostra equipe di operai, mentre solo in quattro casi, a causa del sottosuolo roccioso, abbiamo dovuto far intervenire una ditta specializzata per la trivellazione meccanica”.

Ma il progetto non si ferma qui, anzi. Anche perché i bisogni e le richieste non mancano. “La stagione delle piogge che si è conclusa a ottobre  è stata davvero anomala - racconta don Stefano -. Ha piovuto pochissimo, giusto il minimo sufficiente per la coltivazione del miglio rosso. Ma fiumi e laghi non sono aumentati di livello e il raccolto di miglio bianco, che ha bisogno di molta acqua, è stato scarso e nei villaggi serpeggia una certa preoccupazione”. Anche per questo la richiesta di nuovi pozzi non manca. In queste settimane l’equipe del progetto si sta rimettendo in moto, ma sul tavolo ci sono le richieste di ben 22 villaggi, tutte accompagnate dalla quota di finanziamento, circa 330 euro, a carico di ogni singola comunità. “I bisogni sono tanti, ma con l’anno scorso abbiamo dato fondo a tutte le risorse economiche che avevamo a disposizione Vorremmo poter dire di sì a tutti, perché è un’ingiustizia inaccettabile vedere interi villaggi bere acqua sporca, raccolta da laghi, fiumi, a volte anche da grandi pozzanghere di acqua stagnante. Confidiamo come sempre nell’aiuto dall’Italia, che in questi anni non è mai mancato”.

Il Cesvitem cercherà di fare ancora una volta la sua parte. Anzi, proviamo a rilanciare. Oltre ai pozzi con trivellazione manuale, quest’anno vorremmo riuscire a donare un pozzo anche alle scuole primaria e media di Kolyang: quasi 750 alunni privi di una fonte d’acqua sicura, non solo per bere, ma anche per le più basilari forme di igiene. In questo caso il sottosuolo è roccioso e, dovendo intervenire con una trivella meccanica, il costo finale del pozzo sarà di circa 5.300 euro. In questa scuola il Cesvitem ha già lavorato in passato attraverso il progetto di sostegno a distanza Badawe. Ora ci vogliamo tornare. Nel nome del diritto alla buona acqua.

Vuoi contribuire allo scavo del pozzo per le scuole di Kolyang? Clicca sul link “Come contribuire” nel box Approfondimenti e scopri come fare.

Notizia del 01/12/2015


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