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Mozambico, due passi per il diritto all'acqua

Inaugurazione del pozzo di Ampacane

Mozambico, due passi per il diritto all'acqua

Il 30 giugno abbiamo inaugurato due pozzi comunitari a Nucaca, villaggio del distretto di Monapo teatro a gennaio di un'epidemia di colera. E altre otto località sono in lista d'attesa.

Passo dopo passo, il diritto all’acqua sta diventando sempre più concreto nel distretto di Monapo, nel nord del Mozambico. Dopo il pozzo di Mucaca, realizzato nel corso del 2010, il 30 giugno, grazie all’impegno di Cesvitem e Watana e all’aiuto di tanti sostenitori italiani, sono stati inaugurati due pozzi comunitari nel villaggio di Nacuca.

Il progetto inizialmente prevedeva la realizzazione di un pozzo a Iohane, uno dei quartieri di Monapo. Ma all’inizio dell’anno un’improvvisa emergenza ha modificato i piani. “A gennaio - spiega Adolfo Saquina, responsabile dei progetti di Watana - il distretto di Monapo è stato colpito da un’epidemia di colera, il cui epicentro è stato individuato a Nacuca, un villaggio a dodici chilometri da Monapo”. Non è stato difficile individuare la causa del problema nella scarsissima qualità dell’acqua consumata dalla gente di Nacuca, ricavata da pozzi scavati a mano riempiti dalle piogge, senza alcun sistema di protezione.

Per questo, su invito delle autorità locali, Watana ha scelto di dare priorità alla realizzazione di un pozzo proprio a Nacuca. “In realtà - sottolinea Avelino Muligeque, presidente di Watana - avevamo fondi disponibili per due pozzi. Ma tutti i tentativi di perforazione effettuati a Iohane sono falliti: è una zona con poca acqua e le trivelle, pur spingendosi fino a cento metri di profondità, hanno trovato solo roccia. Afine deciso di realizzare entrambi i pozzi a Nacuca, visto anche l’alto numero di persone che abita quella zona. A Iohane, invece, faremo un nuovo tentativo nei prossimi mesi, contattando una ditta con macchinari in grado di spingersi oltre i cento metri”.

A Nacuca, su indicazione della popolazione locale, il primo pozzo è stato realizzato sul terreno della locale scuola primaria. Il secondo, invece, è stato realizzato in località Ampacane, a circa due chilometri e mezzo dal centro del villaggio. “I lavori - spiega Adolfo - sono durati tutto il mese di aprile: trovare l’acqua non è mai facile, magari le trivelle intercettano una falda a 30 metri, ma subito dopo trovano decine di metri di roccia. Allora bisogna smontare tutto, fare un nuovo studio del terreno ed individuare un nuovo punto per lo scavo, sperando di trovare una falda più abbondante. A Nacuca abbiamo trovato l’acqua al primo colpo, ma ad Ampacane abbiamo dovuto fare ben quattro tentativi”.

Alla fine tutta questa fatica è stata premiata e i due pozzi sono stati completati con l’installazione di una pompa manuale. “Abbiamo anche costituito due comitati di gestione - aggiunge Avelino - composti entrambi da 12 persone, tra cui 5 meccanici per le eventuali riparazioni e 4 promotori di attività di prevenzione igienico-sanitaria. Per la formazione di questo personale abbiamo collaborato con Essor, una ong francese impegnata nel distretto di Monapo proprio per lo scavo e la gestione di pozzi comunitari”.

Grazie ai due nuovi pozzi, 1.123 famiglie avranno ora accesso all’acqua potabile, 567 a Nacuca e 556 ad Ampacane. Ma l’impegno di Watana non si ferma qui. “Negli ultimi anni - spiega Avelino - abbiamo assistito a periodi di siccità sempre più lunghi. L’accesso all’acqua è una priorità assoluta per il benessere della nostra gente. Per questo con le autorità del distretto abbiamo già individuato altre otto località in cui è necessario realizzare un pozzo: su questi interventi concentreremo tutti i nostri sforzi. Con l’aiuto dei nostri amici italiani possiamo fare davvero tanto”.

Notizia del 13/07/2011


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