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Ciad, il progetto CFA Gouyou ai blocchi di partenza

Dopo la revisione del progetto formativo del Centro di formazione agricola di Gouyou, a breve partiranno i lavori di costruzione della nuova stalla finanziata dal Cesvitem

La stalla del Centro di formazione agricola di Gouyou si farà. L’annuncio arriva direttamente dal Ciad, dai missionari della diocesi di Treviso impegnati nell’area di Fianga. Il progetto, per il quale il Cesvitem, grazie alla generosità di tanti sostenitori, aveva già inviato 20 mila euro a gennaio 2010, era finito in stand by in attesa di una redifinizione degli obiettivi CFA prima dell’avvio del nuovo biennio formativo (i dettagli nella news linkata nel box Approfondimenti).

“Come programmato - spiega da Fianga don Giulio Zanotto - durante l’estate abbiamo avviato la revisione del progetto di formazione del Centro, che risaliva a otto anni fa, un’eternità per una zona caratterizzata da rapide trasformazioni a livello sociale ed economico. Una volta rivisto e approvato il nuovo progetto, abbiamo aperto le iscrizioni per il biennio 2011-2013: ad oggi si sono fatte avanti sette coppie, ma confidiamo che nelle prossime settimane vengano coperti anche gli ultimi cinque posti disponibili. Per questo siamo in contatto anche con alcune parrocchie del vicino Camerun (Fianga è zona di confine, ndr). In ogni caso i corsi inizieranno a metà marzo, ragion per cui abbiamo deciso di avviare quanto prima i lavori per la costruzione della stalla”.

Il nuovo progetto di formazione, elaborato dall’Assemblea delle parrocchie della Zona di Fianga, si basa su un’attenta analisi della realtà locale. “Il Dipartimento di Mont Illi - si legge nell’introduzione - è un territorio densamente popolato, le cui terre sono state già molto sfruttate e quindi impoverite. Questi due fattori (aumento della popolazione e impoverimento dei terreni) spinge molti all’emigrazione verso zone più fertili o verso le città. Un fenomeno, quello migratorio, favorito anche dal progressivo aumento della scolarizzazione della popolazione, in particolar modo dall’aumento dei giovani laureati, i quali, non vedendo un futuro nell’agricoltura, cercano altrove un lavoro che corrisponda al loro grado di istruzione”. Per questi motivi, prosegue il progetto, “il CFA di Gouyou è uno strumento di formazione che si rivolge a coppie che scelgono di lavorare la terra in mezzo a noi, impegnandosi, una volta terminata la formazione, a tornare nei rispettivi villaggi per farsi a loro volta promotori di sviluppo in ambito agricolo. Il Centro si rivolge in particolar modo a persone con un basso livello di istruzione, con un metodo educativo che, oltre al lavoro pratico, prevede formazione in aula e corsi di alfabetizzazione, facendo sempre attenzione alle capacità di assimilazione dei tirocinanti”.

Per quanto riguarda nello specifico la stalla, aggiunge don Giulio, “stiamo rielaborando il progetto: per contenere i costi ridurremo il numero di buoi, introducendo in compenso l’allevamento di asini e, se possibile, di maiali. La stalla rappresenta un grande cambiamento “culturale”. Il grande problema dell’allevamento in Africa é quello di procurare il cibo per gli animali: gli animali da cortile si “arrangiano”, mentre i bovini vengono portati al pascolo percorrendo chilometri e chilometri, con ovvie conseguenze sulla loro resa. Con la stalla insegneremo una forma diversa di allevamento, più impegnativa ma, sicuramente, più redditizia”.

Notizia del 17/02/2011


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