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Cinque per mille, un passo avanti e uno indietro

Il decreto Milleproroghe ristabilisce il fondo di 400 milioni tagliato dalla legge di Stabilità, ma 100 saranno vincolati alla ricerca sulla SLA: ancora polemiche su uno strumento fondamentale di solidarietà e civiltà

Un passo avanti. E uno indietro. La vicenda dei fondi per il cinque per mille continua a riservare una sorpresa dopo l’altra, dal gusto però invariabilmente amaro. Partiamo con un breve riassunto delle puntate precedenti. Il 19 novembre scorso viene approvata la legge di Stabilità per il 2011 (la vecchia Finanziaria): nel testo è prevista una riduzione dei fondi disponibili per il 5 per mille da 400 a 100 milioni, con un taglio netto del 75%. Immediata la reazione del mondo non profit: appelli, raccolte firme (solo quella on line del settimanale Vita ha raccolto 20 mila adesioni), manifestazioni sotto la sede del ministero delle Finanze.

Il governo promette che i fondi saranno ripristinati. E infatti, nel decreto Milleproroghe di fine anno arriva la bella notizia: per il 5 per mille tornano ad essere disponibili 400 milioni. Ma non c’è nemmeno il tempo di festeggiare, perché leggendo tra le righe salta fuori l’ennesima beffa: di questa somma, 100 milioni sono vincolati alla ricerca e all’assistenza delle persone colpite da sclerosi amiotrofica, la terribile SLA. Una scelta incomprensibile che finisce per scontentare tutti, in una guerra tra poveri di cui francamente non si sentiva bisogno. I sostenitori del 5 per mille sottolineano come questo strumento di sussidiarietà fiscale finisca per essere snaturato, perché la libera scelta del cittadino di destinare parte delle proprie tasse ad un ente non profit varrebbe solo in parte. Mentre le stesse associazioni dei malati di SLA lanciano l’allarme: inserendo i 100 milioni nella voce dedicata al 5 per mille e non, come previsto in origine, nella legge di Stabilità, i fondi non saranno erogati subito, ma solo nel 2013, al momento della liquidazione del 5 per mille.

Al di là di tutto, resta il rammarico per l’ennesimo fronte polemico su uno strumento che non costa nulla allo Stato e che sostiene e incrementa l'attività preziosa e irrinunciabile di centinaia di associazioni impegnate ogni giorno in campi come il volontariato, la difesa dell'ambiente, la ricerca contro le malattie, la lotta alla povertà. “Apprendiamo con favore la notizia del reperimento delle risorse necessarie al rifinanziamento del 5 per mille - sottolinea in una nota il Forum del Terzo settore -. Ma riteniamo francamente inaccettabile che, ogni anno, il mondo del volontariato e del Terzo settore debba protestare, manifestare e persino scendere in piazza per il cinque per mille che, puntualmente, sarebbe altrimenti dimenticato o tagliato nelle risorse. Il cinque per mille è una norma che deve essere stabilizzata, in quanto concreto esempio di sussidiarietà, apprezzato ogni anno da oltre 16 milioni di contribuenti, volano moltiplicatore di azioni volte al bene comune. Vogliamo comunque credere che quello di oggi sia il primo passo da parte del Governo nei confronti di un complessivo ripensamento e rifinanziamento delle politiche sociali. Non chiediamo regali di Natale ma una politica più attenta a costruire davvero sussidiarietà”.

Notizia del 24/12/2010


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