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Mozambico, un pozzo per la gente di Iohane

Foto Tommaso Saccarola

Mozambico, un pozzo per la gente di Iohane

Dopo la positiva esperienza di Mucaca, Cesvitem e Watana scendono nuovamente in campo per la promozione del diritto all'acqua in un altro quartiere di Monapo: per 2.500 persone le stagioni secche saranno solo un brutto ricordo

A meno di tre mesi dall’inaugurazione ufficiale del pozzo di Mucaca, Watana e Cesvitem scendono nuovamente in campo per la promozione del diritto all’acqua nel distretto di Monapo, nel nord del Mozambico. A beneficiare del nuovo intervento saranno i 2.500 abitanti di Iohane, un altro quartiere di Monapo, il capoluogo da cui prende il nome l’intero distretto.

“Siamo al margine estremo della città - spiega Adolfo Saquina, presidente di Watana -, in una zona abitata da famiglie dedite quasi esclusivamente ad un’agricoltura di pura sussistenza. il cui sviluppo è bloccato dalla mancanza di fonti d’acqua in grado di garantire un approvvigionamento idrico costante. Questa area non è infatti attraversata da corsi d’acqua: il fiume più importante della zona, il rio Monapo, scorre ad una decina di chilometri di distanza, cosicché nella stagione secca, ovvero da giugno a dicembre, l’accesso all’acqua diventa davvero complesso”.

Durante il periodo delle piogge, da gennaio a maggio, il problema è molto limitato. Essendo un’area ribassata rispetto alle zone circostanti, l’acqua piovana tende a stagnare, permettendo paradossalmente di coltivare persino il riso. Per alcuni mesi, dunque, il rifornimento idrico è garantito tramite pozzi scavati a mano della profondità di circa un metro, che intercettano piccole falde di superficie alimentate dalle precipitazioni. A queste rudimentali infrastrutture si aggiunge una cisterna con una capacità di 2 metri cubi, realizzata nel 1992. “Ma già a partire da giugno - sottolinea Adolfo - sia i pozzi che la cisterna cominciano ad avere problemi di rifornimento, fino a rimanere completamente vuoti da ottobre a dicembre, il periodo più caldo dell’anno. Senza contare che l’utilizzo, per usi domestici, di igiene e alimentari, di acqua piovana o proveniente da falde di superficie non offre nessuna garanzia di potabilità: non a caso in questa zona si registrano numerosi casi di malattie imputabili al consumo di acqua contaminata, come dissenteria, tifo, verminosi, che rendono precario il lavoro degli adulti e discontinua la frequenza scolastica di bambini e ragazzi”.

Per questo il Consiglio Municipale di Monapo ha inserito tra gli interventi prioritari lo scavo di un pozzo a Iohane, che dia la possibilità di prelevare acqua pulita da una falda profonda. “Lo scavo vero e proprio sarà preceduto da uno studio geofisico, per determinare il punto su cui effettuare la trivellazione in modo da intercettare la falda: prevediamo che sarà necessario arrivare fino ad una profondità di 50 metri”. Una volta trovata l’acqua, lo scavo sarà rivestito con uno strato di ghiaia sul fondo a fungere da filtro e con tubi in pvc sovrapposti con funzione di contenimento del terreno. Completata la struttura interna, si procederà alla copertura del pozzo, realizzata con una lastra di cemento, su cui verrà installata una pompa ad azionamento manuale. “L’obiettivo - conclude Adolfo - è di realizzare l’opera entro maggio: se ce la faremo, quella che stiamo vivendo sarà per la gente di Iohane l’ultima stagione secca senz’acqua”.

Notizia del 22/10/2010


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