Progetto Pozzo Iohane

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Il progetto

Iohane è un quartiere, abitato da circa 2.500 persone, ubicato alla periferia di Monapo, capoluogo dell’omonimo distretto rurale nel nord del Mozambico. La popolazione locale è dedita nella maggioranza dei casi ad un’agricoltura di sussistenza, il cui sviluppo è bloccato dalla mancanza di fonti d’acqua in grado di garantire un approvvigionamento idrico costante. Questa area non è infatti attraversata da corsi d’acqua: il fiume più importante della zona, il rio Monapo, scorre ad una decina di chilometri di distanza, cosicché nella stagione secca, ovvero da giugno a dicembre, per le famiglie residenti l’accesso all’acqua diventa problematico.

Durante il periodo delle piogge (da gennaio a maggio) il problema viene parzialmente risolto attraverso lo scavo a mano di pozzi della profondità di circa un metro, che intercettano piccole falde di superficie alimentate dalle precipitazioni. A queste rudimentali infrastrutture si aggiunge una cisterna con una capacità di 2 metri cubi, realizzata nel 1992. Già a partire da giugno, però, sia i pozzi che la cisterna cominciano ad avere problemi di rifornimento, fino a rimanere completamente vuoti da ottobre a dicembre, il periodo più caldo dell’anno. In ogni caso l’utilizzo, per usi domestici, di igiene e alimentari, di acqua piovana o proveniente da falde di superficie non offre nessuna garanzia di potabilità: di conseguenza si registrano numerosi casi di malattie imputabili al consumo di acqua contaminata (dissenteria, tifo, verminosi), che rendono precario il lavoro degli adulti e discontinua la frequenza scolastica di bambini e ragazzi.

Per questo il Consiglio Municipale di Monapo ha inserito tra gli interventi prioritari lo scavo di un pozzo a Iohane, che dia la possibilità di prelevare acqua pulita da una falda profonda. Il progetto è stato preso in carico dalla ong locale Watana, che nel 2010 ha già realizzato un’opera simile a Mucaca, altro bairro di Monapo. Lo scavo vero e proprio sarà preceduto da uno studio geofisico, per determinare il punto dell’area interessata su cui effettuare la trivellazione in modo da intercettare la falda. Vista la composizione del sottosuolo della zona, si prevede che sarà necessario perforare il terreno fino alla profondità di 50 metri. Una volta trovata l’acqua, lo scavo sarà rivestito con uno strato di ghiaia sul fondo a fungere da filtro e con tubi in pvc sovrapposti con funzione di contenimento del terreno. Completata la struttura interna, si procederà alla copertura del pozzo, realizzata con una lastra di cemento, su cui verrà installata una pompa ad azionamento manuale.