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Obiettivi del Millennio, meno cinque al traguardo

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Obiettivi del Millennio, meno cinque al traguardo

L'Onu pubblica il Rapporto 2010 a cinque anni dalla scadenza del termine per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio. Luci e ombre di una sfida sempre più difficile

Meno cinque. Mancano cinque anni alla scadenza del 2015, data entro cui dovrebbero realizzarsi gli Obiettivi del Millennio sanciti dalle Nazioni Unite nel 2000. Il condizionale, purtroppo, è d’obbligo. Lo sradicamento della fame e della povertà estrema, la parità di genere, l’accesso universale all’istruzione primaria, tanto per citare alcuni degli obiettivi, sono ancora lontani dall’essere raggiunti. Lo dice in modo chiaro il Rapporto 2010 sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, presentato a giugno dall’Onu, senza risparmiare critiche e richiami.

“I miglioramenti nella vita dei poveri - sottolinea il segretario generale dell’Onu Ban Ki-monn - sono stati inaccettabilmente lenti. Il mancato raggiungimento degli obiettivi significherebbe un inaccettabile fallimento, morale e pratico, perché si moltiplicherebbero le minacce nel mondo: instabilità, violenza, malattie epidemiche, degrado ambientale e crescita di popolazioni in fuga”.

Le mancanze nell'attuazione degli Obiettivi del Millennio, sottolineano dall’Onu, non dipendono dal fatto che sono irrealizzabili o dalla carenza di tempo, ma dagli impegni non attuati, dall'inadeguatezza delle risorse e dalla mancata concentrazione su di essi: un mix di mancanza di volontà e di responsabilità politica che ha creato un deficit insostenibile in molte aree del Sud del mondo, ulteriormente aggravato dalle crisi climatica, alimentare ed economica. Tanto per dirne una, nel 2005 il vertice del G8 tenutosi a Gleneagles, in Gran Bretagna, aveva promesso di raddoppiare gli aiuti all’Africa, arrivando a 25 miliardi di dollari. Oggi, a cinque anni di distanza, le risorse effettivamente messe in campo si fermano a 11 miliardi, meno della metà.

I progressi non mancano. Dal 1990 al 2008, nei paesi in via di sviluppo l’accesso all’acqua potabile è passato dal 71 all’84%, la mortalità infantile dal 100 al 72 per mille, la percentuale di bambini sottopeso dal 25 al 16%. O ancora l’Aids, che dopo il drammatico aumento di casi negli anni ’90, mostra una lieve diminuzione della mortalità, grazie anche al fatto che nel Sud del mondo i malati con accesso alle cure antiretrovirali sono passati dal 16% del 2005 al 42% del 2008. 

Notizia del 09/07/2010


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