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Le Ong Venete contro la criminalizzazione dei migranti

La rete delle Ong Venete lancia un appello a non rimanere in silenzio di fronte alla pericolosa deriva in cui il Decreto Sicurezza sta portando il nostro Paese

Il mondo del volontariato e della solidarietà veneto esprime forte contrarietà alle disposizioni contenute nel Decreto Sicurezza approvato dalla Camera nei giorni scorsi che criminalizzano la figura del migrante invece di promuoverne una reale integrazione. “Non possiamo dimenticare la tradizione solidale della nostra regione - dichiara don Dante Carraro, portavoce del gruppo delle Ong Venete e direttore di Medici con l’Africa Cuamm - che si è sempre contraddistinta per l’accoglienza, la solidarietà e il rispetto per gli altri, ma che soprattutto è stata nel passato terra d’emigrazione. Come uomini, cittadini e veneti abbiamo il dovere di accogliere quanti fuggono dai loro paesi d’origine per guerre o povertà, perché abbiamo vissuto queste esperienze nei racconti dei nostri padri e nonni, emigrati nel mondo in cerca di lavoro”.

L’appello a non rimanere in silenzio di fronte alla pericolosa deriva in cui il Decreto Sicurezza sta portando il nostro Paese è forte: "Siamo consapevoli che il problema delle pressione migratoria è estremamente complesso e che le soluzioni non sono né semplici, né immediate ma chiediamo il rispetto dei diritti di tutti gli esseri umani così come previsto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (articolo 1) e dalla Costituzione Italiana (articoli 2, 3, 4, 10, 11). Non possiamo permettere che la povertà diventi una colpa, quando invece è una terribile ingiustizia determinata dalla fortuna o sfortuna di nascere al Nord o al Sud del mondo. Gli immigrati non sono per definizione “delinquenti” ma “persone” che fuggono dai loro paesi per povertà, per cercare un futuro e una speranza per loro e le loro famiglie. Sono esseri umani e come tali uguali in dignità e in diritti a qualsiasi cittadino italiano. Sono uomini, donne e bambini che incontriamo ogni giorno nel nostro lavoro sul campo e che vedono nel nostro paese una speranza contro il buio e la sofferenza che si sono lasciati alle spalle. In questo senso ribadiamo che è altrettanto indispensabile l’impegno per creare e favorire condizioni migliori che consentano a queste persone di condurre una vita dignitosa nel loro paese, di avere un lavoro, di potersi curare. Un lavoro che come Ong ci vede impegnati in prima linea ma che i drastici tagli alle risorse destinate dall’Italia alla cooperazione internazionale pregiudicano gravemente».

“Come Ong e associazioni di volontariato impegnate nella lotta alla discriminazione e alla povertà - continua don Carraro - non possiamo quindi accettare norme che calpestano i valori di solidarietà e accoglienza e alimentano paura, insicurezza e razzismo all’interno del nostro paese. Oggi abbiamo paura del diverso, quando invece le diversità nel colore della pelle, nella lingua e nelle tradizioni dovrebbero essere una ricchezza per il nostro paese. Per questo lavoreremo insieme per ostacolare questi provvedimenti e per creare le condizioni di una convivenza pacifica all’interno delle nostre città e del territorio dove operiamo, affinché i cittadini italiani siano esempio di apertura e accoglienza, di aiuto reciproco e solidarietà nel rispetto delle diversità”.

L'appello è sottoscritto da Cesvitem, Incontro fra i Popoli, GMA, Fratelli dell'Uomo, Medici con l'Africa CUAMM, AES, ACS, ProgettoMondo MLAL. 

Notizia del 22/05/2009


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