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Progetto Esmabama, più forti delle difficoltà

Prelievo dei campioni per l'analisi del suolo

Progetto Esmabama, più forti delle difficoltà

Mentre molte zone del Mozambico fanno i conti con i danni della siccità e con gli scontri armati tra l'esercito governativo e i gruppi di opposizione, comincia a mettersi in moto il progetto del Cesvitem per lo sviluppo di quattro missioni della provincia di Sofala.

Si sta mettendo rapidamente in moto, settimana dopo settimana, il Progetto Esmabama, la nuova avventura solidale che, per i prossimi due anni, vedrà impegnato il Cesvitem nel sud della provincia di Sofala, nel cuore del Mozambico. A inizio marzo Simone Naletto e Piero Bernardi, presidente e vicepresidente della nostra associazione, hanno effettuato la prima missione di monitoraggio prevista dal progetto: due settimane per fare il punto della situazione, con i referenti dell’Associazione Esmabama, di tutte le attività preparatorie fin qui realizzate e per programmare il lavoro dei prossimi mesi.

Il progetto, cofinanziato dalla Cooperazione Italiana, punta al rafforzamento delle attività del settore agro-zootecnico nelle quattro missioni coordinate da Esmabama, allo scopo di promuoverne l’autosufficienza dal punto di vista economico. “Abbiamo avuto modo di toccare con mano - sottolinea Simone Naletto - il grande lavoro promosso da Esmabama a favore delle comunità locali, a partire dalla rete di scuole e strutture sanitarie di cui il progetto cercherà di promuovere la sostenibilità. La missione si è incentrata in particolar modo sulla messa a punto del progetto del nuovo sistema di irrigazione nella missione di Estaquinha, che permetterà di raggiungere una produzione annua di 300 tonnellate di mais”. In queste prime fasi si è proceduto all’aggiornamento dei dati ambientali (analisi dell’acqua, qualità del terreno, studio topografico e indagine geofisica del suolo), in modo da organizzare al meglio i lavori di realizzazione dell’impianto previsti nei prossimi mesi.

La sfida, già di per sé molto importante, è resa ulteriormente complessa dalla particolare situazione che sta vivendo quest’area del Mozambico. “Stiamo vivendo momenti di grande tensione - spiega Fabrizio Graglia, direttore di Esambama - a livello sociale, politico ed economico. I lunghissimi mesi di siccità hanno stremato la popolazione. Le prime piogge sono arrivate a marzo, assolutamente insufficienti per porre rimedio al dramma che ha colpito migliaia di contadini. Chi, per disperazione, ha tentato di seminare, ha visto il suo germoglio seccare, perdendo così due volte. La fame è un realtà, nella missione di Mangunde i bambini raccolgono la crusca intorno ai mulini, per avere qualcosa da mangiare”. A complicare ulteriormente il quadro ha provveduto l’escalation del duro confronto tra le forze governative della Frelimo e quelle di opposizione della Renamo. Le striscianti tensioni risalenti ai risultati delle elezioni 2014 sono sfociate in molte aree del paese in una vera lotta armata, con la provincia di Sofala, sede di alcune roccaforti delle Renamo, in prima linea. “Se prima, per attraversare in auto il territorio della provincia bastavano sei ore, adesso servono non meno di due giorni. In due parti dell'unica strada nazionale i militari scortano le macchine con blindati perché gli scontri tra l'esercito regolare e i guerriglieri sono giornalieri. In Malawi si contano ormai più di 11.000 rifugiati mozambicani che scappano dagli scontri armati”. La stessa operatività di Esmabama è in grossa difficoltà. “La nostra missione di Machanga è tagliata fuori e non riusciamo inviare i rifornimenti. Molti alunni non frequentano la scuola per paura. La FAO ha annunciato che non distribuirà più alimenti nella provincia di Sofala perché un suo camion è stato attaccato e questo non fa che aumentare i drammi quotidiani delle famiglie e comunità”.

In tutta questa esplosione sociale, Esmabama cerca di proteggere chi vive nelle missioni e convincere gli studenti a non abbandonare la scuola. “La situazione è certamente complessa - conclude il presidente del Cesvitem - ma ciò non fa che aumentare l’importanza delle progetto che stiamo promuovendo con Esmabama: lo sviluppo e la cooperazione sono la risposta migliore davanti a qualunque sfida”.

Notizia del 29/03/2016


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