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Con Esmabama per l'autosviluppo

Proseguiamo la presentazione del progetto agro-zootecnico che per due anni ci vedrà al lavoro nella provincia di Sofala, nel cuore del Mozambico: la storia e l'impegno di Esmabama, il partner locale che sarà il motore operativo dell'iniziativa.

Come anticipato nelle scorse settimane, tra pochi mesi il Cesvitem avvierà un importante progetto biennale nella provincia di Sofala, nel cuore del Mozambico: potenzieremo il settore agro-zootecnico di quattro missioni, allo scopo di migliorare la sostenibilità dei loro servizi educativi e sanitari. Il tutto a vantaggio di oltre 300 mila persone, tra beneficiari diretti e indiretti. In attesa di entrate nella fase operativa, passo dopo passo proviamo a presentarvi tutti gli aspetti di questa iniziativa, che sarà cofinanziata dalla Cooperazione Italiana. Partiamo dalla presentazione del partner locale, l’associazione Esmabama, motore sul campo dell’intero progetto.

Costituita formalmente nel 2004, le radici di Esmbama affondano in realtà ad un decennio più indietro. Era infatti la metà degli anni ’90 quando l’Arcidiocesi di Beira avviò un programma per aiutare la popolazione di tre distretti della provincia di Sofala a superare le conseguenze della lunga guerra civile conclusasi nel 1992. Il progetto, che puntava a rafforzare la rete di servizi educativi e sanitari, prese il nome dalle iniziali delle quattro comunità interessate, ovvero Estaquinha, Mangunde, Barada e Machanga. Esmabama, appunto.

“L’idea di base - spiega Fabrizio Graglia, direttore di Esmabama - è quella dell’autosuffcienza: fare in modo, cioè, che ogni missione sia un piccolo polo di sviluppo, in grado di gestire, sia a livello economico che di risorse umane, servizi basici di qualità a favore della propria popolazione. A ciò, con la fondazione dell’associazione, è stata aggiunta una struttura centrale, con sede a Beira, che gestisce i servizi comuni, come ad esempio la supervisione dei programmi, la logistica, l’amministrazione, le relazioni con l’autorità e con i donors: in questo modo favoriamo sinergie ed economie di scala, rendendo ancora più efficiente il lavoro svolto in ogni singola missione”.

Fedele agli obiettivi iniziali del progetto, l’azione di Esmabama è concentrata sui settori educativo e sanitario. Grazie anche al sostegno di numerosi partner internazionali e alla collaborazione delle autorità mozambicane, Esmabama gestisce attualmente un’ampia rete di servizi. Da un lato otto scuole, di cui quattro destinate alla formazione in ambito agro-zootecnico, che nel 2014 hanno accolto 7.239 studenti. Dall’altro cinque strutture sanitarie di diversa tipologia, che registrano una media di 80 mila accessi all’anno.

Il terzo settore d’intervento è quello agro-zootecnico, su cui appunto interverrà il progetto promosso dal Cesvitem. “È un settore funzionale a quelli educativo e sanitario - spiega Fabrizio - in quanto i proventi di tale attività, sia in termini di produzione che di reddito ricavato dalla vendita delle eccedenze produttive, è destinato proprio alla sostenibilità dei servizi scolastici e sanitari. Per questo quel che realizzeremo col Cesvitem darà un contributo fondamentale all’essenza stessa di Esmabama, permettendoci un passo in avanti verso quell’autosufficienza che è il fine ultimo del nostro agire”.

“Nei progetti di cooperazione - sottolinea il presidente del Cesvitem Simone Naletto - il “cosa fare” è sicuramente importante. Ma altrettanto importante è “con chi farlo”: un partner radicato sul territorio, affidabile e ben organizzato è condizione imprescindibile per la riuscita di qualsiasi iniziativa nel Sud del mondo. In questo caso, poi, abbiamo il valore aggiunto di un obiettivo ideale comune, quello dell’autosviluppo, che caratterizza l’agire sia del Cesvitem che di Esmabama. Per questo siamo convinti che questo progetto non solo nasca su ottime basi, ma possa essere il primo passo di una lunga e fruttuosa collaborazione”.

Notizia del 28/07/2015


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