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Istruzione, è ora di investire sulla qualità

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Istruzione, è ora di investire sulla qualità

C'è anche il Cesvitem Mozambico tra i partner del progetto promosso da AVSI a Nhlamankulu, nelle periferie di Maputo: tre anni di lavoro per promuovere a trecentosessanta gradi l'istruzione primaria.

È tempo di avvio progetti in Mozambico. Se nel sud della provincia di Sofala sono in pieno svolgimento le attività preliminari del Progetto Esmabama, nelle periferie della capitale Maputo scalda i motori un’altra iniziativa cofinanziata dal Ministero per gli Affari Esteri. Si tratta del progetto ideato dalla Fondazione AVSI per la promozione della scolarizzazione primaria e dello sviluppo comunitario nel distretto di Nhlamankulu, che vede in prima linea, in qualità di partner, anche il Cesvitem Mozambico. Tre anni di lavoro, da qui al 2019, doppiamente significativi per la nostra sede a Maputo. Da un lato perché del distretto di Nhlamankulu fa parte anche il bairro di Xipamanine, dove siamo operativi da dieci anni con il progetto di sostegno a distanza Kukula; dall’altro perché il progetto affronta a trecentosessanta gradi il tema dell’istruzione, da sempre obiettivo primario della nostra associazione.

 “Il fulcro del progetto - spiega il capoprogetto dell’AVSI Alessandro Galimberti - sarà l’ampliamento della scuola primaria Unidade 13, un istituto pubblico frequentato nel 2014 da 1.840 alunni. A causa della scarsità di spazi, le lezioni si svolgono in tre turni, per un totale di poco più di tre ore di lezione a turno. Il progetto prevede la costruzione di otto nuove aule e la riqualificazione degli spazi esistenti, sia interni che esterni, in particolare con l’installazione di una piastra polivalente per le attività sportive. L’obiettivo è quello di creare uno spazio di bellezza, ordine e pulizia nel cuore di uno dei quartieri storici delle periferie di Maputo, di cui possano beneficiare non solo i bambini della scuola, ma l’intera comunità del quartiere”.

Ma i lavori per il miglioramento infrastrutturale della Unidade 13, il cui avvio è previsto per giugno, rappresentano solo il primo passo del progetto. “Altre azioni - sottolinea Alessandro - riguarderanno ad esempio la prevenzione della dispersione scolastica, il potenziamento dell’offerta di attività extrascolastiche, la sensibilizzazione della comunità locale riguardo all’igiene ambientale e la gestione dei rifiuti, in particolar modo per quanto riguarda la pulizia e il mantenimento della scuola”.

Particolarmente significativa, poi, sarà tutta la parte formativa, che coinvolgerà 250 tra insegnanti, educatori, operatori scolastici e studenti dell’Universidade Pedagogica di Maputo. La carenza di insegnanti, a livello sia quantitativo che qualitativo, è uno dei grandi freni del sistema scolastico mozambicano. Alti livelli di assenteismo (un insegnante mozambicano insegna in media per meno di due ore al giorno) si combinano con una preparazione deficitaria, con effetti deleteri sul rendimento degli alunni, che non a caso presentano livelli di apprendimento tra i più bassi in tutta l’Africa. “La formazione degli insegnanti è un passaggio fondamentale. Perché educare non è solo insegnare, mettere qualcosa “dentro” agli alunni. Al contrario, come dice la radice latina della parola, significa “tirare fuori”, aiutare i ragazzi a comprendere quali sono le proprie capacità e potenzialità e ad utilizzarle fino in fondo. Ma per fare questo servono educatori, insegnanti e maestri preparati e appassionati del loro lavoro, che con il loro esempio sappiano dare una testimonianza credibile”.

“Siamo ben felici di partecipare a questo progetto a fianco di AVSI - sottolinea Figueiredo Rosario, rappresentante del Cesvitem in Mozambico -. Negli ultimi anni il nostro paese ha compiuto notevoli passi avanti per quanto riguarda l’accesso alla scuola primaria. Ma senza un investimento sulla qualità dell’istruzione, tutti questi sforzi rischiano di non portare ad alcun miglioramento sul livello di benessere delle comunità locali. Per questo crediamo molto in questa iniziativa, un importante intervento pilota che in futuro potrebbe essere replicato in altre aree della città”.

Notizia del 22/02/2016


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