Ultime notizie

Progetto Pozzi Ciad, la rivoluzione dell'acqua

Il nuovo pozzo di Hara "targato" Cesvitem

Progetto Pozzi Ciad, la rivoluzione dell'acqua

Grazie alla trivellazione manuale, a Fianga in pochi mesi sono stati scavati ben 19 pozzi, nove dei quali targati Cesvitem. Tempi di lavoro brevissimi e costi contenuti per un'iniziativa pronta ad allargarsi a nuove zone del sud del Ciad.

Senza esagerare, possiamo davvero dire che in Ciad è in atto una piccola rivoluzione. Silenziosa e pacifica, ma dagli effetti dirompenti. Tutto merito del Progetto Pozzi e della nuova tecnica di trivellazione manuale introdotta meno di un anno fa. Se già le prime prove avevano lasciato ben sperare, ora il primo bilancio è per molti versi strabilianti. “Bastano due numeri per capire quanto profondo è stato il cambiamento - racconta don Stefano Bressan, che coordina l’iniziativa a nome dell’equipe missionaria della diocesi di Treviso presente a Fianga -. Il Progetto Pozzi è stato lanciato nel 2008. Nei primi cinque anni, quando si è proceduto principalmente con trivellazioni meccaniche o scavi manuali, abbiamo realizzato 17 pozzi. Solo quest’anno, con l’introduzione della trivellazione manuale, ne abbiamo scavati ben 19: considerano una media di 500 persone a pozzo, in tutto abbiamo portato l’acqua a oltre 9000 persone”.

Tutto, insomma, sembra funzionare alla perfezione. La percentuale di successo è altissima (su 20 cantieri aperti solo uno è andato a vuoto, a causa di uno spesso strato di roccia a pochi metri di profondità) e i villaggi rispondono nel migliore dei modi. “La partecipazione delle comunità locali è fondamentale, evitando di trasformare il progetto in puro assistenzialismo. Ad ogni villaggio è richiesto di versare un contributo economico che copre un terzo delle spese, oltre a partecipare attivamente al cantiere: c’è chi con i machete apre la strada nella vegetazione al camion del progetto, chi fabbrica i mattoni per la vasca di raccolta dell’acqua, chi offre il pranzo all’equipe di operai, chi trasporta l’acqua necessaria per lo scavo. E alla fine, una volta installata la pompa, si danza e si canta tutti assieme per festeggiare”.

Dei 19 pozzi realizzati tra ottobre e giugno, prima dell’inizio della stagione delle piogge, nove sono targati Cesvitem. Grazie ad un primo finanziamento di 6.600 euro, infatti, è stato garantire l’accesso all’acqua potabile agli abitanti dei villaggi di Godbo (due pozzi), Guedjelaye, Bodmaye, Hara, Golonloubou e Muolfoudaye (tre pozzi). “Siamo davvero orgogliosi - sottolinea il presidente del Cesvitem Simone Naletto - di essere in prima linea in questa iniziativa, fianco a fianco con i missionari di Treviso e con la gente dei villaggi della zona di Fianga. Qualche mese fa avevamo suggerito l’utilizzo della tecnica di trivellazione manuale e ora stiamo raccogliendo frutti a dir poco significativi: parliamo di oltre 4000 persone a cui abbiamo regalato una nuova speranza, in tempi rapidi e con uno sforzo economico tutto sommato modesto, in media meno di 900 euro a pozzo: siamo convinti che con l’aiuto dei nostri sostenitori questo progetto possa avere davvero un gran futuro”.

A proposito di futuro, la squadra di operai del progetto è attualmente ferma a causa della stagione delle piogge, che rende impossibili sia gli spostamenti con il camion che, di conseguenza, l’apertura di nuovi cantieri. Ma già fervono i preparativi per ottobre, quando con il ritorno del sole, sarà possibile partire con nuovi interventi. “Già otto villaggi hanno presentato la richiesta di un pozzo - spiega don Stefano -.  Ma sicuramente altre ne arriveranno nelle prossime settimane, perché la fama di questi “nuovi” pozzi si sta diffondendo molto rapidamente”. Non a caso cominciano ad arrivare nuove richieste anche da villaggi oltre i confini della missione. “Siamo stati contattati dai missionari burundesi in servizio a Hollom, a ovest di Fianga, e da don Benoit, un missionario della diocesi di Novara in servizio nella diocesi di Pala: dobbiamo organizzarci, ma il prossimo anno potrebbe portarci ad operare anche in queste zone”. 

Chi volesse sostenere questo progetto può versare un contributo sui conti correnti intestati al Cesvitem (gli estremi nel link nel box Approfondimenti), indicando nella causale “Progetto Pozzi Ciad”.

Notizia del 22/07/2014


Ultime notizie