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Di mano in mano, aperto il bazar solidale del Cesvitem

Riciclo e riuso per un mondo migliore. Da qualche settimana è aperto al pubblico il bazar del Cesvitem: abbigliamento e oggetti di tutti i tipi, nuovi e usati, per sostenere il nostro impegno nel Sud del mondo.

Il sogno di un mondo migliore nasce anche dai piccoli gesti di tutti i giorni. Come mettere da parte un tappo di plastica, senza gettarlo nei rifiuti. O donare un vestito ancora nuovo ma che non usiamo più. O fare un salto ad un bazar solidale alla ricerca di oggetti e capi d’abbigliamento.

Parte da queste basi Erre Solidale, la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi promossa dal Cesvitem. Erre come riciclo, erre come riuso. L’idea di partenza, infatti, è che tanti oggetti della nostra vita quotidiana possono avere una seconda vita. E che da questa seconda vita possa nascere, o meglio rinascere, la solidarietà, con un sostegno effettivo ai popoli del Sud del mondo.

Erre Solidale si concretizza in due importanti azioni. Una, tutta nuova, è il bazar solidale “Di mano in mano”, che da qualche settimana ha aperto i battenti nei locali della nostra vecchia sede, in via Mariutto 68 a Mirano. Uno spazio articolato in quattro settori, dove è possibile trovare abbigliamento e oggetto di tutti i tipi, nuovi e usati, frutto di donazioni da parte di privati e aziende: casalinghi, tessuti e complementi d’arredo; giocattoli e articoli regalo; borse e valigeria, quadri e tanto altro. Grazie all'impegno di un gruppo di volontari, il bazar è aprto tre giorni alla settimana (lunedì, mercoledì e sabato), con orario 9.30-12.30 e 15.30-19.00.

La seconda gamba della campagna è la raccolta tappi “Dall’acqua all’acqua”, già in corso dal 2010 e che coinvolge ormai centinaia di famiglie, scuole, esercizi commerciali ed associazioni. In un crescendo continuo, anche il 2013 è stato l’ennesimo anno record, con 9.935 chilogrammi di materiale raccolto. Dall’inizio dell’iniziativa siamo arrivati a quasi 30 mila chili e a 5.303 euro di ricavato: una cifra sufficiente a portare l’acqua a 20 famiglie attraverso il Mutitu Water Project, il grande acquedotto nel cuore del Kenya fiore all’occhiello del nostro impegno nel Sud del mondo,

“Nella promozione dell’autosviluppo del Sud del mondo - spiega il presidente del Cesvitem Simone Naletto -  noi abitanti del Nord non possiamo limitarci all’assistenzialismo e al sostegno economico. Il successo di tali processi dipende da un cambiamento forte della concezione di sviluppo: il modello su cui abbiamo fondato il nostro benessere sta mostrando tutti i suoi limiti, ambientali e di giustizia. Per questo proponiamo di andare incontro ai popoli del Sud, abbracciare nuovi modelli e stili di vita, creare assieme un nuovo equilibrio e una nuova idea di sviluppo “sobrio” che permetta la costruzione di un mondo davvero più giusto per tutti i suoi abitanti”.

Notizia del 04/02/2014


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