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Una pollada a Trujillo: la solidarietà parte dal basso

Una pollada a Trujillo: la solidarietà parte dal basso

Negli ultimi mesi gli operatori del Cesvitem Perù hanno organizzato varie iniziative di raccolta fondi, tra qui una tradizionale festa con piatti a base di pollo che ha coinvolto in primis i beneficiari dei progetti.

Una lotteria. Una cena solidale. E una “pollada”. Nelle ultime settimane la sede del Cesvitem Perù, a Trujillo, si è data molto da fare sul fronte della raccolta fondi, mettendo in piedi tre iniziative che hanno fruttato in tutto 12.461 soles, pari a circa 3.200 euro: una cifra, considerato il contesto locale, di tutto rispetto.

Se la lotteria e la cena solidale sono tipi di iniziative molto comuni anche da noi in Italia, uno spazio a sé lo merita sicuramente la “pollada”, attività tipicamente peruviana. “Come si può intuire anche dal nome - spiega  Mylene Ibañez, responsabile dell’area progetti del Cesvitem Perù - si tratta di un evento festoso in cui vengono serviti piatti a base di carne di pollo, allo scopo di raccogliere fondi per un obiettivo comune. È un tradizione profondamente radicata nella società e nella cultura peruviana, derivante dallo spirito di aiuto solidale e reciproco tipico delle popolazione andine. Ancor oggi le “polladas” vengono abitualmente organizzate in qualsiasi contesto, sia negli ambienti più popolari che in quelli altolocati. Con la sola differenza che nelle classi medio-alte, per darsi un tono, si preferisce chiamarle “chicken-party”, all’inglese. Ma la sostanza è la medesima”.

L’organizzazione della “pollada” parte con giorni di anticipo, in particolare per permettere la stampa e la vendita dei biglietti ai partecipanti. “Grazie alla collaborazione dei clubes de madres collegati ai progetti Cesvitem - sottolinea Mylene - abbiamo distribuito 520 biglietti, di cui 480 sono stati effettivamente venduti, per un incasso di 5.760 soles: trattandosi della nostra  prima esperienza in tal senso, è andata davvero bene”.  Tradizionalmente la pollada si conclude con una grande festa a cui partecipano tutti coloro che hanno acquistato un biglietto, con tanto di musiche e balli popolari. “Nel nostro caso abbiamo organizzato le cose in modo un po’ diverso. Data la distanza tra i vari clubes, disseminati in cinque distretti della città, era difficile organizzare un unico evento accessibile a tutti i partecipanti. Per questo, una volta acquistati, i polli sono stati distribuiti club per club: in pratica invece di un’unica pollada, sono state realizzate 22 mini-polladas, una per ogni club coinvolto”.

Resta comunque il grande valore di un’iniziativa di solidarietà che parte del basso, attivando in primis quelli che in fin dei conti sono i beneficiari delle iniziative che si realizzeranno tramite i fondi raccolti. “Il rischio di cadere nell’assistenzialismo - conclude Mylene - è sempre dietro l’angolo. Ma se l’obiettivo del Cesvitem è l’autosviluppo dei popoli del Sud del mondo, non possiamo permettere che le persone si “siedano”, contando che prima o poi un aiuto arriverà. Per questo la pollada non è una semplice festa: è un modo per rinsaldare la comunità e per far emergere le sue risorse”.

Notizia del 04/02/2014


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