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Progetto CIP Trujillo a pieno regime

Il laboratorio di informatica presso la sede del Cesvitem Perù è diventato un punto di riferimento per 150 studenti: 2.714 accessi a internet e 29 corsi con il tutto esaurito.

A pieno regime. Non c’è modo migliore per fare il punto del Progetto CIP Trujillo, l’iniziativa che ha portato all’allestimento di un laboratorio di informatica presso la sede del Cesvitem Perù. Otto postazioni per offrire un’occasione di formazione a ragazzi e ragazze che altrimenti rischierebbero di restar tagliati fuori dal mondo delle nuove tecnologie, a causa della povertà delle loro famiglie e delle scuole che frequentano. Un’occasione colta al volo, in particolare dai 150 studenti (superiori e universitari) beneficiari del progetto di sostegno a distanza Becas, come dimostrano gli oltre 2.700 accessi a internet e i 29 corsi organizzati da gennaio ad agosto, che hanno fatto registrare costantemente il tutto esaurito. I fondi raccolti nei prossimi mesi (mancano 4 mila euro per raggiungere la cifra prevista dal budget iniziale) serviranno proprio a finanziare l’ultima parte di corsi, completando così la copertura dei costi di funzionamento di questo primo anno di attività.

“Il sistema scolastico peruviano - spiega il rappresentante del Cesvitem in Perù Attilio Salviato - avrebbe bisogno di una profonda riforma: la scuola si adagia tuttora su temi e metodologie di insegnamento classiche, mentre tutto attorno il mondo sta cambiando. Le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione la fanno da padrone anche qui, per non parlare dei social network. Un fenomeno acuito dal fatto che quella peruviana è una società giovane, aperta in tutti i campi alle nuove tendenze”. Educare all’uso delle nuove tecnologie diventa quindi essenziale. “Dobbiamo aiutare i ragazzi ad orientarsi in questo mondo, a sfruttarne le potenzialità. E invece oggi gli internet point sono meta di giovani che riempiono la solitudine e la mancanza di prospettive chattando e bighellonando non più nella calle, la strada, ma negli spazi virtuali della rete”.

Se questo è il presente, è in questa direzione che bisogna lavorare, ad un livello educativo che va oltre l’aspetto puramente scolastico. “Parliamo di nuovi stili di vita, di relazioni. Per questo il CIP è doppiamente importante: non è un semplice centro informatico, ma un luogo di incontro, dove gli operatori del Cesvitem possono intercettare i ragazzi e, con la “scusa” di introdurli alle nuove tecnologie, avvicinarli e aiutarli ad orientarsi nella vita”. 

Letti in questa ottica diventano ancora più significativi i numeri del CIP elencati da Juan Carlos Flores, il referente del progetto Becas. “In un anno, solo per l’utilizzo ad internet, abbiamo registrato 2.714 accessi al centro: in media ogni ragazzo di Becas ha effettuato venti accessi. Venti occasioni in cui ha incontrato gli operatori del Cesvitem, ha parlato e si è confrontato con loro”. Restando all’aspetto puramente formativo, sono andati a gonfie vele anche i corsi di informatica. “Dai cinque organizzati nel 2012 - spiega Juan Carlos - siamo passati a 29 corsi tra gennaio e agosto di quest’anno, per un totale di 668 ore di formazione e 464 partecipanti. Abbiamo organizzato corsi base, intermedi e avanzati di internet e di numerosi programmi, offrendo una formazione informatica a tutto campo. In più, sempre da quest’anno, siamo partiti con i primi corsi itineranti, utilizzando i computer portatili e le connessioni tramite chiavetta usb per andare a fare attività anche fuori dal CIP, ospiti delle abitazioni di alcuni beneficiari del progetto Becas”.

C’è un’altra bella storia collegata a questa iniziativa. È quella di Ernesto Portales, l’insegnante che tiene i corsi per i ragazzi. Ragazzi che conosce molto bene, essendo stato lui stesso in passato un beneficiario del progetto Becas. Grazie al Cesvitem ha potuto studiare e diplomarsi alla scuola secondaria. Ora, proprio grazie alla sua attività di tecnico informatico, si mantiene all’università, dove si sta per laureare in ingegneria dei sistemi. Un altro motivo di orgoglio per il Progetto CIP.

Notizia del 28/09/2013


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