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Africa, un'occasione mondiale

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Africa, un'occasione mondiale

La coppa del mondo in Sudafrica porta tutto un continente sotto i riflettori del mondo, con le sue speranze e le sue contraddizioni: un'opportunità per conoscere una realtà dimenticata e i suoi protagonisti, a partire dalle donne

L’Africa sotto i riflettori del mondo. In queste settimane i mondiali di calcio in Sudafrica stanno portando alla ribalta un intero continente, con tutte le sue speranze e le sue contraddizioni. Una festa di sport tra luci e ombre, proprio come la terra che la ospita, ricchissima nel sottosuolo e poverissima in superficie, dove la discriminazione economica ha preso il posto dell’apartheid razziale. Dietro la copertina colorata e gioiosa della coppa del mondo, c’è una realtà fatta di polemiche per i nuovi, costosissimi stadi, il cui utilizzo a fine torneo è ancora tutto da decifrare. Ci sono migliaia di persone sfollate dalle loro baracche per “ripulire” le città e renderle più presentabili al mondo. C’è un paese con un tasso di disoccupazione al 30% che difficilmente i posti di lavoro a termine legati alla rassegna iridata riusciranno ad abbattere.

Eppure il mondiale resta una grandissima occasione che non deve e non può essere sprecata. Un’occasione per far conoscere il vero volto dell’Africa, per ascoltare la sua voce e imparare ad amarla per quello che è. “L’Africa - sottolinea il presidente del Cipsi Guido Barbera - non è l’immagine che troppo spesso ci viene proposta dai media, povera, misera, disperata. La vera Africa è un continente che ha tanto da dare e da dire al resto del mondo. Ricco di risorse economiche, di umanità, di storie di integrazione, dialogo e lotta quotidiana per i diritti umani. Di tante donne comuni che si impegnano per la costruzione della pace, per garantire e difendere la salute e la vita dei propri figli, per curare la propria famiglia e sostenere la propria comunità, riproducendo ogni giorno, lontano dai riflettori e dalle luci della ribalta, il miracolo della sopravvivenza. Ci appelliamo ai mezzi di comunicazione di massa, affinché permettano che un tale evento sportivo sia l'opportunità per parlare di questa Africa”.

Un appello che vale per tutti, affinché il mondiale sia, magari tra una partita e l’altra, l’occasione per documentarsi e informarsi sulla realtà africana. “I veri campioni del mondo - afferma il presidente del Cesvitem Simone Naletto - non sono i calciatori che alzeranno la coppa dopo la finale dell’11 luglio. I veri campioni vanno cercati altrove. I veri campioni sono quelli che, giorno dopo giorno, lottano contro tutto e contro tutti per la sopravvivenza. Sono i bambini, che nonostante tutto continuano a sognare e sperare, magari tirando calci ad un pallone fatto di preservativi. Sono le loro madri, in prima linea tutti i giorni nelle periferie del mondo per promuovere dal basso lo sviluppo della loro gente. Questa è la nostra squadra del cuore”.

Per questi motivi, Cesvitem e Cipsi colgono l’occasione di Sudafrica 2010 per rilanciare la Campagna Noppaw (Nobel Peace Prize for African Women), che si propone di assegnare il Premio Nobel per la Pace 2011 alle donne africane. Una proposta atipica, che nasce con lo spirito di riconoscere e valorizzare il ruolo e il protagonismo delle donne africane in tutti gli ambiti della società, vera spina dorsale della società senza le quali è impossibile pensare ad un futuro per il continente. “Invitiamo tutti - conclude Barbera - a firmare l’appello diffuso sul sito www.noppaw.org, affinché i riflettori restino accesi sull’Africa e si possa contribuire a veicolare un’immagine finalmente positiva di questa terra”.

Notizia del 17/06/2010


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