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Liu Xiaobo, un Nobel per i diritti umani

L'assegnazione del Nobel per la Pace allo scrittore cinese evidenzia il legame tra la pace e il rispetto dei diritti universali. Barbera (Cipsi): "Un primo passo verso l'assegnazione del Nobel 2011 alle donne africane"

Un Nobel per i diritti umani. Così è stata accolta nel mondo la notizia del Premio Nobel per la Pace 2010 allo scrittore e dissidente cinese Liu Xiaobo. Una scelta coraggiosa, quella della Commissione che assegna il riconoscimento, che non ha guardato in faccia a nessuno, nemmeno ad una potenza politico-economica come la Cina. Una scelta coraggiosa di un uomo coraggioso, che sta pagando con il carcere (sta scontando una pena ad undici anni per “sovversione”) la sua battaglia per la libertà.

“Condividiamo pienamente le motivazioni espresse al momento dell’assegnazione - commenta Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione Cipsi -. L’attribuzione di questo premio evidenzia il collegamento esistente tra la pace e la promozione e il rispetto dei fondamentali diritti umani universali. E riconosce Liu come un simbolo della battaglia per i diritti umani in un paese dove, nonostante la crescita sociale e i progressi economici compiuti negli ultimi anni, spesso vengono trascurate libertà elementari come la libertà di associarsi, di manifestare, di fare assemblee, di esprimere le proprie idee. È significativo che un riconoscimento tanto importante sia andato ad una singola persona al di fuori di reti, collegamenti e appoggi politici, rispetto alla forza di un colosso della politica e dell’economia mondiale qual è attualmente la Cina. Un segnale forte per un uomo che con la sua testimonianza e le sue proposte ha avuto il coraggio e la volontà di sfidare il potere”.

“Questa assegnazione - continua Barbera - ci spinge ancora di più a sostenere, per il Nobel per la Pace del 2011, una candidatura collettiva, quella delle donne africane. Un proverbio del   Burkina Faso dice che ‘le formiche se sono unite spostano l'elefante’. La Campagna Noppaw (Nobel Peace Prize for African Women) promossa da Solidarietà e Cooperazione Cipsi e da ChiAma l’Africa, si propone di far conoscere, valorizzare e proporre come esempio l’impegno quotidiano, tanto importante per la crescita umana dell’Africa e del mondo, delle donne del continente. Un impegno collettivo, che va oltre l’individualità e che si fonda anche sul rispetto e il riconoscimento dei diritti umani universali. Il Noppaw ha bisogno di tanti sostenitori da ogni parte del mondo: per questo invitiamo tutti a firmare l’appello che verrà inviato alla Commissione di Oslo e ad appoggiare e diffondere la proposta della Campagna. Il Nobel per la Pace 2010 a Liu Xiaobo è sicuramente un primo passo, a cui speriamo possano seguirne altri altrettanto significativi. L’appuntamento è dunque per il prossimo anno, quando ci auguriamo che la Pace possa avere il volto delle donne d‘Africa ”.

Notizia del 11/10/2010


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