Progetto Sub-Urb

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In breve

Progetto SubUrb - Mozambico

Dove Mozambico (Maputo, Quartieri Xipamanine, Chamankulo C, George Dimitrov, Kamaxaquene, Polana Caniço A) )
Cosa Supporto alla crescita sostenibile e inclusiva delle aree sub-urbane di Maputo
Per chi 18.775 residenti dei quartieri bersaglio
Quanto 1.473.626 euro
Con chi Associaçao para o Desenvolvimento Juvenil - Khandlelo, Fondazione Avsi, Fondazione Acra, Comune di Maputo, Comune di Milano, Stellenbosh University, HydroAid, EDUS, Carbonsink
Perché Il progetto mira a migliorare le condizioni di vita degli abitanti delle aree sub-urbane ed informali di Maputo promuovendo uno sviluppo sostenibile ed inclusivo, attraverso pratiche green innovative di inclusione sociale.
logo AICS
Progetto cofinanziato da
AICS - Agenzia Italiana
per la Cooperazione allo Sviluppo

(AID 11493)
 

Il contesto

Nella città di Maputo 800.000 persone (75% della popolazione) risiedono in quartieri informali e aree suburbane degradate, il 49% di essi vive sotto la soglia di povertà. Nel Diagnóstico Socio-económico da comunidade de Chamanculo elaborato da AVSI (2013), risulta che la popolazione vive con servizi inadeguati soprattutto per quanto riguarda gli aspetti sanitari: sottodimensione e malfunzionamento della rete di drenaggio delle acque e scarsa manutenzione della rete di distribuzione dell’acqua potabile. La baseline elaborata nel 2015 nell’ambito del programma ProMaputo (Consiglio Municipale di Maputo -CMM- e AVSI) evidenzia un peggioramento negli ultimi anni in quest’ambito dovuto anche ai cambiamenti climatici (piogge torrenziali, cicloni, trombe d’aria) che provocano danni in tutta la città come allagamenti e smottamenti generando situazioni di alto rischio di vita per le famiglie delle aree interessate. Nello specifico il sottodimensionamento della rete di drenaggio combinato con un sistema inefficiente di raccolta di rifiuti acuisce problemi igienico-sanitari favorendo la diffusione di malattie quali malaria, diarrea, malattie gastrointestinali che figurano tra le prime 5 cause di mortalità infantile in ambito urbano e sono seconde solo all’HIV/AIDS come causa di mortalità tra gli individui con più di 5 anni.

Il progetto

Come in tutte le realtà urbane del Sud del mondo, anche nel caso di Maputo la riqualificazione delle periferie è una questione centrale per lo sviluppo umano. Queste aree scontano ancor oggi la crescita improvvisa e non pianificata
dal punto di vista urbanistico verificatasi negli anni della guerra civile: fin dall’inizio degli anni ‘80, con il riversarsi nella capitale di cospicui flussi di rifugiati provenienti dalle zone rurali, iniziarono a sorgere i primi quartieri formati da strade sterrate e abitazioni in materiale precario, prive di tutti i servizi essenziali. La situazione è ulteriormente peggiorata a cause degli effetti del cambiamento climatico. Da una parte abbiamo eventi climatici estremi, soprattutto a livello di precipitazioni, sempre più frequenti ed intensi. Dall’altra una città molto fragile con una rete di drenaggio sottodimensionata. Il risultato sono allagamenti e smottamenti che mettono in pericolo migliaia di famiglie. Senza contare gli effetti dal punto di vista sanitario, frutto della combinazione con l’inefficace sistema di raccolta di rifiuti: si diffondono così malattie quali malaria, diarrea, patologie gastrointestinali che figurano tra le prime cinque cause di mortalità infantile in ambito urbano.

Una sfida a trecentosessanta gradi, a cui SubUrb cercherà di dare una risposta altrettanto ampia, coinvolgendo a tutti i livelli le comunità locali e stimolandone il ruolo attivo nella risoluzione delle problematiche individuate.

La prima azione prevede il coinvolgimento degli attori istituzionali e punta al rafforzamento della piattaforma MOPA (sigla di “Monitoria Participativa”, Monitoraggio Partecipato), lanciata nel 2016 dal Consiglio Municipale di Maputo e dedicata alla
gestione di problematiche legate all’accumulo di rifiuti urbani attraverso le segnalazioni inviate dai cittadini tramite sms. Il successo riscosso dall’iniziativa ha spinto a progettare un potenziamento della piattaforma, allargandone il campo d’azione per una migliore gestione della rete idrica e di drenaggio delle acque reflue e meteoriche, nonché per la mappatura dei rischi ambientali e di salute pubblica. Si procederà dunque all’equipaggiamento di una sala di controllo per la gestione della piattaforma MOPA, dotata di strumentazioni hardware e software, nonché di protocolli e procedure per garantire una gestione efficace degli interventi di risposta alle segnalazioni di disservizi inviate dai cittadini.

Inoltre si procederà alla formazione dei tecnici che gestiranno la sala controllo e alla fornitura di macchinari e attrezzature di pronto intervento per rispondere in modo efficace e tempestivo alle segnalazioni.

La seconda azione prevede il coinvolgimento delle comunità locali, rafforzandone il ruolo in affiancamento alle istituzioni preposte nei processi di individuazione, gestione e mitigazione dei rischi ambientali e sanitari in ambito urbano. Sarà adottata la metodologia partecipativa del Community Risk Assessment (CRA), approccio già utilizzato in Mozambico in ambito rurale, ma ancora inapplicato a livello urbano.

Infine la terza azione prevede il coinvolgimento diretto delle scuole, sia per rafforzare la partecipazione delle comunità locali agli strumenti precedentemente descritti (MOPA e CRA) tramite la sensibilizzazione di insegnanti, studenti e famiglie, sia per migliorare attraverso interventi infrastrutturali le condizioni igienico-sanitarie di scuole e centri comunitari. Anche in questo caso è prevista una molteplicità di interventi. Oltre alle attività di costruzione e riabilitazione dei servizi igienici saranno infatti realizzati corsi e attività di sensibilizzazione su risanamento ambientale, salute e genere, con l’utilizzo anche di tecniche innovative. Spicca l’utilizzo del videogioco Minecraft, nella sua versione educativa consigliata e promossa dall’Unicef, tramite cui saranno stimolate la partecipazione e la creatività dei bambini nella rielaborazione degli spazi in cui vivono, sviluppando le loro abilità di lavoro in gruppo e di risoluzione dei problemi.

I costi

Descrizione Euro
1. Risorse umane 494.120
2. Spese per la realizzazione delle attività 343.463
3. Attrezzature e investimenti 265.548
4. Spese di gestione in loco 88.260
5. Acquisto di servizi 54.700
6. Comunicazione, relazioni esterne e divulgazione dei risultati 34.500
7. Monitoraggio e valutazione 47.000
8. Spese generali 146.035
TOTALE GENERALE 1.473.626

Il contributo AICS ammontanto a 1.319.571 euro, pari al 90% del costo totale. Il restante 10% è a carico del Cesvitem e dei partner di progetto.

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