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Il Cipsi si appella a Berlusconi per una nuova cooperazione

Guido Barbera, presidente del CIPSI, coordinamento di 46 associazioni italiane di solidarietà e cooperazione internazionale, tra cui il Cesvitem, a chiusura della Conferenza Euro-Mediterranea nell’ambito della VI° edizione di Rexpo a Cosenza, ha rilanciato un forte appello “per una nuova cooperazione capace di ricostruire l’equilibrio tra consumi globali e capacità di rigenerazione del nostro pianeta. Una cooperazione basata non su aiuti, ma su nuove relazioni tra i popoli attraverso responsabilità civile, sociale e politica di ogni cittadino. Oggi, non si può più parlare di aiuti pubblici allo sviluppo, di semplice problema demografico del pianeta, ma è urgente ed indispensabile rivedere i modelli di consumo, il sistema commerciale e il sistema finanziario internazionale".

E ancora: “Un cittadino americano consuma quanto undici indiani. Il doppio di un olandese; due volte e mezzo un italiano; più di sei volte di un cinese. Cina, India, Russia, Brasile e altri paesi, tra cui la stessa Africa, crescono in ricchezza più dell’Europa e degli Stati Uniti. Oggi sono invitati al tavolo delle potenze internazionali per discutere le strategie di intervento finanziario. Non diminuisce però la miseria. Anzi aumenta il numero delle persone indigenti, nei loro e nei nostri paesi”.Per questo, Barbera chiede al presidente del Consiglio Berlusconi e al ministro dell’Economia Tremonti "di non ostinarsi a difendere un modello che ci sta portando al collasso e di cogliere invece l’opportunità di promuovere subito una svolta radicale, per ritornare ad un giusto equilibrio tra la disponibilità delle risorse ed il loro utilizzo, la loro distribuzione, la loro tutela”. "Quando parliamo di ambiente - continua Barbera - non parliamo solo di alberi, di fiumi, di laghi, o dell’aria che respiriamo. Parliamo della vita. Della nostra vita. Della vita dei nostri figli”.

“Se il presidente Berlusconi - conclude Barbera - vuole veramente lasciare la sua impronta nella storia italiana, non può perdere questa sfida. Deve rivedere la sua politica e dare chiari indirizzi al suo ministro del Tesoro affinché investa nel futuro e renda immediatamente disponibili le risorse per una nuova politica ambientale e una nuova cooperazione internazionale. Destinare subito il 2% del Pil per lottare contro l'effetto serra e per evitare, come afferma Nicholas Stern, che il Pil stesso scenda tra il 5 ed il 20% entro il 2050 a causa dei mutamenti climatici. Destinare subito nuove risorse alla cooperazione, impegnandosi a raggiungere lo 0,7% del Pil entro il 2015, non solo per diminuire la miseria, ma per evitare che le tensioni sociali della miseria non travolgano completamente i vecchi paesi”.

Notizia del 31/10/2008


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