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Appello al Parlamento: stop agli F-35

Nei prossimi giorni la Camera discuterà una mozione che chiede la cancellazione della partecipazione italiana al programma dei cacciabombardieri F-35. Una grande occasione per fermare un insensato ed enorme spreco di denaro.

AGGIORNAMENTO: Il 26 giugno il Parlamento ha deciso l’ennesimo rinvio: la mozione della maggioranza, votata da 381 deputati, impegna il Governo a non procedere a nessuna fase di ulteriore acquisizione senza che il Parlamento si sia espresso nel merito. È un primo passo, ma non è sufficiente. L’unica strada davvero sensata è la cancellazione integrale del programma. Anche perché dichiarazioni come quella del ministro Mauro (“Per amare la pace, armare la pace”) non si possono davvero sentire. 

Nei prossimi giorni la Camera dei Deputati discuterà  una mozione presentata da 158 parlamentari di SEL, PD e M5S che chiede la cancellazione della partecipazione italiana al programma dei cacciabombardieri F-35 Joint Strike Fighter.

In linea con le richieste e indicazioni della campagna “Taglia le ali alle armi” (che dal 2009 si batte contro i caccia), anche il Cesvitem sostiene questa nuova iniziativa parlamentare e tutte quelle che si renderanno necessarie per bloccare una scelta così sbagliata. Spendere 14 miliardi di euro per comprare (e oltre 50 miliardi per l'intera vita del programma) un aereo con funzioni d’attacco, capace di trasportare ordigni nucleari, mentre non si trovano risorse per il lavoro, la scuola, la salute e la giustizia sociale è una scelta incomprensibile che il Governo deve rivedere.

Per questo chiediamo a tutti i deputati di sostenere questa mozione e tutte le iniziative parlamentari tese a fermare il programma degli F-35 e a ridurre le spese militari a favore del lavoro, dei giovani, del welfare e delle misure contro l’impoverimento dell’Italia e degli italiani.

In questi ultimi mesi l’opinione pubblica ha avuto modo di capire cosa sta dietro al progetto dei nuovi caccia : dai problemi tecnici ai costi sempre in aumento, dai dubbi di tutti gli altri paesi partner (compresi gli Stati Uniti, capofila dell’iniziativa) alla ostinata decisione di continuare l'acquisto da parte del nostro Ministero della Difesa (confermata nelle dichiarazioni del nuovo ministro Mario Mauro). È chiaro ormai a tutti come si tratti dell'ennesimo e gigantesco spreco di denaro pubblico a sostegno delle spese militari distolto invece da usi più utili e necessari.

Nessun contratto è ancora stato firmato, nessuna penale dovrà essere pagata in caso di cancellazione dell’acquisto. Siamo ancora in tempo per fermare questa operazione senza senso, lontana anni luce dai valori della nostra Costituzione e dal desiderio di pace che anima la maggioranza degli italiani.

Notizia del 12/06/2013


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