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Progetti Kenya, facciamo il punto

Una delle famiglie beneficiarie del Mutitu

Progetti Kenya, facciamo il punto

Cosa realizziamo, a che punto siamo arrivati, quanto manca: ecco l’aggiornamento relativo al Mutitu Water Project e al Progetto Kwetu Home.

Un progetto per molti versi storico e uno promosso in collaborazione l’ultimo partner entrato nella grande famiglia Cesvitem. Lungo questi due “estremi” si muove attualmente l’impegno della nostra associazione in Kenya. Ecco di seguito un rapido aggiornamento di queste due iniziative.

Il progetto storico è, ovviamente, il Mutitu Water Project, il grande acquedotto nel cuore del paese che abbiamo accompagnato passo dopo passo negli ultimi sedici anni, dall’impianto di captazione sul fiume Makirwaki fino ai water point nei villaggi. Si tratta di un’opera che ha completamente trasformato un ampio territorio semiarido nel distretto di Nyeri, garantendo un rifornimento d’acqua costante a 36 mila persone attraverso 350 chilometri di tubazioni e 1.500 punti di erogazione. Migliaia di famiglie che hanno potuto affrontare senza particolari preoccupazioni i periodo di siccità, purtroppo sempre più frequenti negli ultimi anni.

In questa fase stiamo promuovendo il collegamento alle linee delle abitazioni delle famiglie più povere: in particolare ci siamo impegnati a coprire le spese per l’allacciamento di 250 dei 500 nuclei famigliari individuati dal Comitato di gestione del Mutitu, al costo medio di 300 euro ad allacciamento. Si tratta in particolare di famiglie residenti in zone isolate, per i quali, nonostante la sempre più capillare rete di erogazione, raggiungere quotidianamente a piedi uno dei water point pubblici resta un problema non indifferente. Ad oggi abbiamo raccolto e inviato in Kenya 16 mila euro, contribuendo a portare l’acqua a 50 famiglie. A questo progetto contribuisce anche la raccolta tappi solidale: nel 2012 abbiamo già raccolto 7.830 chilogrammi di tappi, per un ricavato di 1.409 euro. In totale, da quando nel 2010 abbiamo lanciato l’iniziativa, abbiamo raccolto oltre 18 mila chili di materiale: 13 milioni di tappi da cui abbiamo ricavato 3.366 euro, sufficienti a coprire le spese per undici connessioni.

Sempre in Kenya stiamo lavorando da circa due anni con un nuovo partner, l’ultimo aggiuntosi al lungo elenco di associazioni e istituzioni con cui abbiamo collaborato dal 1987 nel Sud del mondo. Si tratta della Kwetu Home of Peace, centro per l’accoglienza e il recupero di bambini e ragazzi di strada attivo dal 1993 nelle periferie di Nairobi. La struttura, in grado di accogliere fino a 130 ospiti tra gli 8 e i 14 anni, ha da poco trasferito le sue attività nella località di Ruai, a 15 chilometri dalla città.

In questo contesto si inquadra il progetto, promosso in collaborazione con il Cesvitem, per l’avvio di attività di gelsibachicoltura e di due serre per la coltivazione di ortaggi. Tali attività da un lato permetteranno ai ragazzi ospiti di godere di nuove opportunità formative, dall’altro aumenteranno le risorse a disposizione della KHP, diminuendone la dipendenza dai donors esterni. In particolare le attività formative beneficeranno annualmente 60 ragazzi inseriti nel programma di riabilitazione o già reintegrati in famiglia. Ad oggi abbiamo raccolto 7.600 dei 33.200 euro necessari e, grazie alla prima tranche di fondi inviata in Kenya, è stato possibile piantumare 1,2 ettari di terreno con piante di gelso, primo passo per l’avvio delle attività di bachicoltura.

Notizia del 19/11/2012


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