Progetto Pozzo Iohane

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Progetto Pozzo Iohane: report

Approfondimenti

Report finale (luglio 2011)

Da Iohane a Nacuca

Il presente progetto è stato realizzato nel distretto di Monapo, area rurale del nord del Mozambico, in collaborazione con l’associazione Watana. Inizialmente era prevista la realizzazione di un pozzo a Iohane, uno dei quartieri del capoluogo distrettuale. Ma a gennaio 2011 l’area è stata colpita da un’epidemia di colera, il cui epicentro è stato individuato a Nacuca, villaggio a 12 chilometri da Monapo abitato da circa 7 mila persone. Il pronto intervento delle autorità sanitarie ha limitato il contagio (231 casi e cinque decessi), evitando la diffusione dell’epidemia verso le vicine e popolose città di Nampula e Nacala. Ma, per evitare il ripetersi di simili episodi, è emersa la necessità di un intervento strutturale, vista l’assoluta mancanza a Nacuca di fonti di acqua potabile e servizi igienici: la popolazione locale era costretta a servirsi di pozzi scavati a mano, profondi pochi metri e riempiti dalle piogge, e di latrine a cielo aperto. In queste condizioni, bastava un periodo di scarse precipitazioni, come quello verificatosi al fine 2010, per far precipitare la situazione dal punto di vista sanitario. Per questo, grazie al buon andamento della raccolta fondi e in accordo con le autorità locali, Cesvitem e Watana hanno dato la priorità alla realizzazione di due pozzi a Nacuca.

Quello che abbiamo fatto

Su indicazione della comunità del villaggio, il primo pozzo è stato realizzato sul terreno della locale scuola primaria, garantendo in questo modo un rifornimento diretto di acqua potabile ad alunni e insegnanti. Il secondo, invece, è stato realizzato in località Ampacane, a circa due chilometri dal centro del villaggio. I lavori, realizzati da una ditta locale, sono durati complessivamente  un mese, a cavallo tra i mesi di maggio e giugno 2011. Il problema maggiore è stato rappresentato dalla difficoltà di intercettare la falda con le trivelle, che nel caso di Ampacane ha reso necessari quattro tentativi di trivellazione in punti diversi dell’area individuata per la realizzazione del pozzo. Una volta intercettata la falda (in entrambi i casi alla profondità di circa 50 metri), lo scavo è stato rivestito con uno strato di ghiaia sul fondo a fungere da filtro e con tubi in pvc sovrapposti con funzione di contenimento del terreno. Completata la struttura interna, si è proceduto alla copertura del pozzo, realizzata con una lastra di cemento su cui è stata installata una pompa ad azionamento manuale, un tipo di tecnologia di facile utilizzo e relativamente semplice da manutenere.
In data 30 giugno 2011 i due pozzi sono stati ufficialmente consegnati alla comunità locale, che avrà la responsabilità del corretto utilizzo delle strutture e della loro manutenzione . A questo scopo sono stati costituiti due comitati di gestione, composti entrambi da 12 persone (un presidente, un vicepresidente, un tesoriere, 5 meccanici per le eventuali riparazioni e 4 promotori di attività di prevenzione igienico-sanitaria) appositamente formati grazie alla collaborazione con l’ong francese Essor. La spesa complessiva ammonta a 16 mila euro, per un totale di 1.123 famiglie beneficiarie (567 a Nacuca e 556 ad Ampacane)