Progetto PoliNairutia

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Il contesto

Il Nairutia Vocational Training Centre di Mugunda è uno dei più importanti istituti professionali della Nyeri County, nel cuore del Kenya. Avviato nel 1989 dalla comunità locale come Youth Polytechnic, nel 2013, dopo la riforma della formazione tecnico-professionale in Kenya, è stato riconosciuto come Vocational Training Centre e accreditato con centro d’esami: ad oggi, su un totale di 47 Youth Polytechnics attivi nella Nyeri County, quello di Nairutia è uno degli unici quattro istituti pubblici ad aver ottenuto tali riconoscimenti.

Lo sviluppo dell’istruzione tecnico-professionale è uno dei pilastri del “Kenya Vision 2030”, il piano nazionale di sviluppo a lungo termine che mira a trasformare il Kenya in un paese di nuova industrializzazione a medio reddito. Secondo il Ministero dell’Educazione, per raggiungere questo risultato sarà necessario formare almeno 90 mila tecnici e 450 mila tra operai e artigiani specializzati. Una sfida che coinvolge in primo luogo le fasce più giovani della popolazione. Attualmente il tasso di disoccupazione generale è pari al 12,7%. Ma il 67% dei disoccupati appartiene alla fascia d’età 15-34 anni, che comprende il 35,3% della popolazione. Su un totale di 16,9 milioni di giovani, solo il 28% sta proseguendo i propri studi o ha un’occupazione formale. Al contrario, il 72% è disoccupato o è impiegato in settori non formali, caratterizzati da bassi salari e assenza di tutele.

Questa situazione, che pregiudica il futuro del paese e il suo ruolo-guida nell’area dell’Africa Orientale, è determinata da vari fattori, tra cui spicca il basso livello di formazione dei giovani keniani. Ogni anno si contano in media 155 mila tra laureati e diplomati al termine di percorsi di studio tecnico-professionali. Al contrario, sempre su base annua, oltre un milione di giovani cerca di entrare nel mercato del lavoro dopo aver abbandonato la scuola o aver concluso solo il livello primario. Di fatto, l’87% dei nuovi ingressi nel mercato del lavoro è rappresentato da giovani privi di una educazione formale e/o di specifiche competenze.  Una situazione che trova conferma nell’analisi dei tassi di frequenza scolastica. Se tra i 6 e i 13 anni sono iscritti alle primarie 10 milioni di bambini (su un totale di 10,5 milioni), nelle fasce successive il tasso di frequenza crolla in modo evidente. Tra i 14 e i 17 anni solo 2 milioni di ragazzi (su 4,5 totali) frequentano un percorso scolastico formale, mentre nella fascia 18-23, su 5 milioni di giovani, solo 500 mila stanno proseguendo gli studi all’università o in istituti post-secondari.