Progetto Bancos dos livros

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Il contesto

Nonostante la poderosa crescita economica degli ultimi anni (con un aumento medio annuo del Pil pari al 7,9% nel decennio 2001-2010), il Mozambico continua ad essere uno dei paesi più poveri del mondo: nell’edizione 2013 della classifica dell’Indice di sviluppo umano si colloca al 185° posto su 187 nazioni. È sempre più evidente come i benefici dell’economia fatichino a raggiungere i milioni di poveri che vivono in ambito rurale e nelle periferie urbane, tant’è che per il Mozambico si può parlare di “crescita con povertà”.

In questo senso è fondamentale, oggi più che mai, investire nell’istruzione. Non a caso il Piano strategico per l’educazione (PEE) per il quadriennio 2012-2016, elaborato dal Ministero dell’Educazione e della Cultura mozambicano, punta in modo particolare a rafforzare l’insegnamento post primario, ovvero l’insegnamento secondario generale, tecnico-professionale e superiore. Tale misura punta in primo luogo a rispondere alla crescente domanda di formazione, evidente nel forte aumento di iscrizioni registrato da quando, nel 2005, sono state abolite le tasse di iscrizione alla scuola primaria: dal 2004 al 2012 gli iscritti alle scuole secondarie sono passati da 331mila a 955mila. Ma, soprattutto, aumentare la qualità dell’insegnamento secondario è fondamentale per assicurare la formazione di un capitale umano qualificato, con competenze e abilità avanzate e specializzate per dare impulso allo sviluppo del paese.

La prima sfida per l’immediato futuro riguarda l’accesso. L’istruzione secondaria non è infatti gratuita, in quanto è previsto il pagamento di tasse scolastiche. Le famiglie degli studenti devono inoltre provvedere all’acquisto di libri (che alle scuole primarie vengono garantiti dallo Stato, seppure in forma incompleta), divisa scolastica (obbligatoria), materiali di cancelleria, oltre ai costi di alloggio o trasporto nel caso di studenti che vivono in zone lontane rispetto alle scuole. Non a caso il passaggio dalla scuola primaria a quella secondaria è ancora difficoltoso: pur con i notevoli aumenti degli ultimi anni, gli iscritti alle secondarie sono meno di un quinto dei 5,4 milioni di alunni delle primarie.

La seconda sfida individuata dal PEE è la qualità dell’insegnamento secondario. Attualmente la  maggior parte degli istituti pubblici è in cattive condizioni (scarsa mobilia, laboratori e biblioteche poco equipaggiati, convitti fatiscenti, ecc.) e con aule spesso sovraffollate. I docenti hanno bassi salari e una preparazione per lo più carente. Tutto ciò influisce negativamente sulla qualità dell’insegnamento, nonché sugli alti tassi di bocciatura e abbandono scolastico.