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"Di mano in mano" tra solidarietÓ, ambiente e risparmio

Il bazar dell'usato solidale gestito dal Cesvitem entra nel Progetto Riuso, campagna promossa dai Comuni di Mirano e Spinea, in provincia di Venezia, per promuovere la lotta allo spreco e il riutilizzo degli oggetti.

Solidarietà, prima di tutto. Ma anche ambiente. E, perché no, un pizzico di risparmio, che di questi tempi non fa male a nessuno. L’avventura di “Di mano in mano”, il bazar dell’usato solidale attivo da due anni e mezzo al piano terra della sede del Cesvitem, si arricchisce di una nuova importante pagina. L’iniziativa è stata infatti inserita nel Progetto Riuso promosso dai Comuni di Mirano e Spinea, in provincia di Venezia, per promuovere la lotta allo spreco e il riutilizzo degli oggetti. La campagna, realizzata in collaborazione con il circolo di Venezia del Movimento per la Decrescita Felice, si basa sulla messa in rete di associazioni e negozi che già oggi basano le loro attività sul recupero e la rimessa in circolo di beni usati, come abbigliamento, casalinghi, mobili, elettrodomestici. Qualsiasi cosa, insomma, che possa avere una nuova vita anche quando i proprietari iniziali cessano di utilizzarla. Il Progetto Riuso sarà presentato venerdì 13 maggio a Mirano in un incontro pubblico a cui sarà presente anche il Cesvitem: appuntamento alle 20.45 nella Sala Conferenze di Villa Errera.

Il punto di partenza è sicuramente l’aspetto ecologico. In un territorio che ha ormai superato la soglia del 75% per quanto riguarda la raccolta differenziata, la strada del riuso è la via obbligata per un ulteriore salto di qualità: non solo riciclo, dunque, ma riduzione della quantità stessa di rifiuti prodotti. Con un valore aggiunto, a livello sociale, non da poco. “In un periodo di difficoltà economica come quello che stiamo attraversando - sottolinea Federico Vianello, assessore alle Politiche ambientali del Comune di Mirano - è importante rivalutare il valore intrinseco di un bene, abbandonando l’idea che la sua utilità si esaurisca quando cessa il nostro bisogno personale. Il Progetto Riuso si focalizza proprio su questo aspetto, sottolineando il valore ambientale e sociale dei beni prima che diventino rifiuto. L’auspicio è che questa iniziativa possa far crescere la cultura del non spreco e del riutilizzo degli oggetti, favorendone il recupero e la condivisione”.

Per mettere in pratica tutto ciò, il Progetto Riuso propone tre strade: i negozi dell’usato dove rivendere i propri oggetti tramite la formula del contovendita, il baratto di beni e servizi e, infine, i bazar gestiti da associazioni di solidarietà. E se le prime due formule “limitano” il loro valore all’aspetto ambientale (evitando lo spreco di energia e materie prime per la produzione di nuovi oggetti e riducendo la produzione di rifiuti) ed economico (grazie ai possibili risparmi sul bilancio famigliare), con realtà come il bazar gestito dal Cesvitem entra in gioco anche la dimensione solidale.

“L’esperienza di “Di mano in mano”  - spiega il presidente del Cesvitem Simone Naletto - è partita proprio dall’idea che tanti oggetti della nostra vita quotidiana possano avere una seconda vita "solidale", in grado di generare risorse a sostegno dei popoli del Sud del mondo”. Il successo riscosso dal bazar dimostra la bontà di questa intuizione. Anzi, passo dopo passo, sono emersi degli effetti collaterali che arricchiscono ancor di più questa esperienza. “Il bazar è divenuto un punto di riferimento per famiglie meno abbienti, che qui sanno di poter trovare a buon mercato articoli in ottimo stato di qualsiasi tipologia. Inoltre le persone che donano i loro oggetti, una volta resisi conto della qualità degli oggetti in esposizione, spesso tornano alla ricerca di occasioni”. Un ottimo segnale, quest’ultimo, delle potenzialità del Progetto Riuso. “Il nostro bazar, come altre esperienze simili attive sul territorio, già da anni promuovono la cultura del riuso. Ora la messa in rete di tutte queste realtà permetterà di raggiungere una platea molto più ampia, realizzando così un importante salto di qualità”.

Notizia del 26/04/2016


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