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Autosviluppo, cibo, istruzione: torniamo a Sofala!

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Cibo, istruzione, salute: torniamo a Sofala!

Grazie ad un finanziamento del Ministero Affari Esteri, nei prossimi mesi il Cesvitem tornerà ad operare nella provincia di Sofala, nel centro del Mozambico. Lavoreremo per potenziare le attività agro-zootecniche di quattro missioni, contribuendo all'autosufficienza di una rete di scuole e centri sanitari a servizio di oltre 300 mila persone.

Ritorno al passato, con uno sguardo al futuro. Tra pochi mesi il Cesvitem tornerà ufficialmente ad operare nella provincia di Sofala, nella zona centrale del Mozambico, dove già la nostra associazione aveva promosso varie iniziative alla fine degli anni ’90. Tutto merito di un progetto che sarà cofinanziato per il prossimo biennio dal Ministero degli Affari Esteri e che, partendo dal settore agricolo, punta a prospettive molto più ampie: l’iniziativa infatti si propone di potenziare il settore agro-zootecnico delle missioni di Estaquinha, Barada, Mangunde e Machanga, allo scopo di migliorare la sostenibilità dei loro servizi educativi e sanitari. Il tutto a vantaggio di oltre 300 mila persone, tra beneficiari diretti e indiretti.

Allo stato attuale, le attività in ambito educativo e sanitario promosse delle quattro missioni sono vincolate ai contributi ricevuti da donor, governativi, istituzionali e privati esteri. Parliamo di una rete di scuole, tra primarie, secondarie e professionali, che nel 2014 hanno accolto ben 7.239 studenti, di cui 1.902 hanno beneficiato del servizio di convitto. E di cinque centri sanitari che solo nel 2013 hanno registrato 87.971 accessi, 444 ricoveri e 2004 persone sieropositive assistite. Servizi di qualità, tanto da attirare, in particolare quelli scolastici, utenti provenienti da distretti diversi da quelli in cui sono ubicate le missioni. “L’idea - spiega il presidente del Cesvitem Simone Naletto - è di rendere questi servizi autosufficienti, sfruttando al meglio il grande potenziale, in termini di terreni disponibili, delle attività agro-zootecniche attualmente in corso. In particolare punteremo a migliorare la produttività, puntando in prima battuta a realizzare un risparmio coprendo integralmente il fabbisogno alimentare di convitti e centri sanitari, poi a creare un surplus da collocare sul mercato locale, il cui ricavato andrà a coprire le spese di gestione dei servizi”.

Un obiettivo ambizioso, che richiede ovviamente l’incastro di numerose attività: solo per citarne alcune, la realizzazione ex novo di un sistema di irrigazione, l’acquisto e messa in funzione di nuovi macchinari agricoli, corsi di formazione per i coltivatori locali, la costruzione di un magazzino per lo stoccaggio del raccolto. A fronte di un così ampio ventaglio di azioni, il Cesvitem potrà contare su un partner locale di grande affidabilità. Si tratta dell’associazione Esmabama, che dalla sede centrale di Beira (capoluogo della provincia di Sofala) coordina i settori scolastico, sanitario e agro-zootecnico delle quattro missioni, le cui iniziali compongono appunto il nome dell’associazione. Nata nel 2004 per dare continuità ai progetti avviati nei primi ani ’90 dall’Arcidiocesi di Beira per aiutare la popolazione locale a superare le conseguenze della guerra civile, fino a pochi mesi fa Esmabama è stata diretta da padre Ottorino Poletto, missionario comboniano legata al Cesvitem da una lunga amiciazia.

“Ci sono almeno tre fattori - afferma Naletto - che danno a nostro parere un valore aggiunto a questo progetto, legandolo tra l’altro a doppio filo al modo di agire del Cesvitem nel Sud del mondo. In primo luogo l’idea di autosviluppo, di uno sviluppo cioè che nasca dal basso, dall’impegno delle comunità locali, puntando a renderle il più possibile autosufficienti da aiuti esterni. Inoltre la piena accessibilità e sostenibilità dei servizi scolastici è fondamentale per un’associazione come la nostra che fa della promozione del diritto all’istruzione uno dei cardini del suo impegno. Infine, nell’anno dell’Expo dedicato al diritto al cibo, la possibilità di promuovere un grande progetto per la sicurezza alimentare in Africa è a dir poco una bella coincidenza”.

Notizia del 27/06/2015


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