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Liliana, sempre avanti senza paura

Dal Cesvitem Perù arriva l'appello per Liliana: studentessa modello le manca solo un anno di università per la laurea in Contabilità. Una ragazza forte e decisa alla ricerca di qualcuno che lotti assieme a lei verso il traguardo più bello.

Liliana è una di quelle ragazze che puntano sempre in alto. Che guardano il mondo dritto negli occhi, senza paura o eccessive riverenze. E che, se hanno un obiettivo, non mollano la presa fin quando non l’hanno raggiunto. Liliana Benjamina Machuca Urquiza, ventun anni appena compiuti. è una delle studentesse universitarie sostenute dal Cesvitem Perù. È al quinto e ultimo anno del corso di Contabilità presso la facoltà di Scienze impresariali dell’Universidad Cesar Vallejo. In pratica è ad un semestre e mezzo dal traguardo della laurea, più il tempo necessario per scrivere la tesi. Il gruppo di sostenitori italiani che la aiutava attraverso il Cesvitem si è dovuto a malincuore tirare indietro a causa di una serie di problemi economici. Ma Liliana non ha dubbi. “Il Cesvitem è la mia seconda famiglia e non mi abbandonerà mai. Spero che raccontare la mia storia serva a trovare qualche altra persona di buon cuore disposta a sostenere i miei ultimi sforzi. Qualcuno che lotti con me, che mi accompagni in questo cammino verso la felicità, perché nulla più della mia laurea potrebbe dare a me e alla mia famiglia una gioia immensa”.

A lottare, Liliana, è abituata fin da piccolla. Da quando, ancora bambina, seguiva i sui genitori nel loro lavoro di ambulanti al mercato. “In casa mia c’è stato sempre tanto amore, ma pochi, pochissimi soldi. Io sono la più piccola di quattro fratelli, risorse per mandare a scuola tutti non ce n’erano. A quel tempo, per fortuna, c’era un programma del governo che finanziava asili per i bambini delle famiglie più  povere. Uno di questi asili era poco distante dal mercato: fu il mio primo contatto con il mondo della scuola. Finite le lezioni tornavo da sola dai miei genitori. Ho imparato a contare proprio lì, dando una mano al banco di verdure gestito da mamma e papà: già allora ero la piccola contabile di famiglia”.

A guardarla, a sentirla parlare, vien da pensare che basterebbe una generazione di giovani come lei per spazzare via secoli di machismo, la cronica discriminazione che colpisce le donne in gran parte del Sudamerica. “Noi ragazze dobbiamo fare una fatica doppia per raggiungere qualsiasi risultato. Ma proprio per questo dobbiamo sempre puntare al massimo. Io non mi accontento di diventare una contabile, voglio essere una delle contabili più preparate di tutto il Perù. E so che prima o poi ce la farò”.

Questo spirito battagliero Liliana l’ha ereditato in gran parte da mamma Elena. “Non conosco nessuna donna più luchadora, più lottatrice di mia madre. È una supermamma, che non si è mai data per vinta. La nostra famiglia, praticamente, dipende esclusivamente dal suo lavoro. Papà, purtroppo, qualche anno fa ha contratto una rara malattia dermatologica che lo limita fortemente: con i farmaci riesce a tenere sotto controllo il problema, ma ha dovuto praticamente abbandonare il banco del mercato che gestiva con mamma. Quando si è ammalato è stato un momento molto difficile. Fortunatamente proprio in quei mesi venni ammessa al Progetto Becas e potei iscrivermi alla scuola secondaria: dopo tanto tempo vidi tornare il sorriso sul volto dei miei genitori. Da allora, ho avuto un motivo in più per impegnarmi e progredire negli studi: non solo la mia personale soddisfazione, ma la felicità della mia famiglia".

Il costo annuale della borsa di studio di Liliana è pari a 800 euro. Contributi, anche parziali, possono essere versati sui conti corrente intestati al Cesvitem (per gli estremi vedere il link nel box Approfondimenti) indicando nella causale “Progetto Borse Futuro - Liliana”.

Notizia del 30/04/2015


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