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Mutitu, l'acqua raggiunge altre 23 famiglie

Le lettere di ringraziamento delle famiglie

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Mutitu, acqua per 23 famiglie

Nel cuore del Kenya prosegue il progetto per connettere alle linee dell'acquedotto le abitazioni dei nuclei famigliari pił poveri.

Passo dopo passo, siamo arrivati a quota 64. Tante sono le famiglie keniane che, negli ultimi due anni, hanno ricevuto l’acqua in casa grazie al Cesvitem e al Mutitu Water Project. Tutto grazie al progetto connessioni, attraverso cui stiamo collegando alle linee dell’acquedotto le abitazioni dei nuclei famigliari più poveri. Nelle scorse settimane sono arrivate le lettere di ringraziamento di 23 nuove famiglie: testi semplici, poche righe scritte con il cuore per ringraziare per un dono così prezioso come l’acqua. Il tutto è stato possibile anche grazie alla raccolta tappi solidale. Ormai siamo arrivati a quota 21.045 chilogrammi, per un ricavo di 3.788 euro: in pratica solo con questa iniziativa è stato possibile realizzare quindici allacciamenti.  

Il Mutitu, così, continua a crescere: a quasi quindici anni dall’avvio dei primi lavori l’acquedotto è riconosciuto dalle autorità del Kenya come uno dei progetti di idraulica rurale meglio riusciti nel paese. Attualmente risultano posate 130 linee, per una lunghezza complessiva di oltre 350 chilometri, e 25 cisterne. Lungo le linee sono stati installati circa 1.500 punti di erogazione, tra cui 94 water point comunitari, 48 allacciamenti presso strutture pubbliche, tra cui 31 scuole, e oltre 1.300 connessioni da case private. In tutto sono ormai 36 mila le persone a cui è garantito un rifornimento costante d’acqua.

Resta da fare un ultimissimo passo, sempre nel segno della solidarietà e dell’attenzione ai più deboli. Sono circa 1.700 le famiglie residenti nella zona servita dal Mutitu ancora in attesa di poter connettere la propria abitazione con l’acquedotto. Di queste, 500 sono state classificate dal Comitato di Gestione come estremamente povere e quindi non in grado di versare il contributo necessario per la connessione. Si tratta di un contributo una tantum pari a circa 300 euro, di cui 80 come contributo per la manutenzione dell’opera, 100 come corrispettivo di giornate di lavoro necessarie allo sviluppo e alla manutenzione delle strutture e 120 per l’acquisto dei materiali (tubature e snodi per l’allacciamento dalla linea principale, rubinetto, contatore e struttura in cemento per il punto di erogazione). 

Notizia del 06/03/2013


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