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La nostra meglio gioventù: Jerlyn, è l'amore che conta

Jerlyn grazie al Progetto Becas studia ingegneria industriale a Trujillo. Nelle sue parole tutta la riconoscenza per un sostegno che va ben oltre l'aiuto economico.

Sono già passati dodici anni. Dodici anni da quando sono entrata a far parte della grande famiglia Cesvitem Perù. Se considerate che solo da poche settimane ne ho compiuti 18, potete ben immaginare cosa rappresenti per me questa istituzione. Senza il Cesvitem non avrei conosciuto la famiglia italiana che, con amore e generosità incondizionati, mi hanno permesso di giungere fino a qui. E senza i miei padrini non avrei potuto crescere, non solo nel fisico, ma anche nella mente. Per questo in primo luogo non posso che dire grazie, anche a nome della mia famiglia, che da sola non avrebbe mai potuto darmi tutte queste opportunità.

So che alcuni pensano che un bambino non sia in grado di rendersi conto delle cose che gli succedono, ma vi assicuro che fin da quando sono entrata in Pininos ho sentito il travolgente sostegno dei miei padrini. Essendo molto lontana da loro, l’unico modo che avevo per ringraziarli era impegnarmi al massimo a scuola, ottenere dei voti che li rendessero orgogliosi di me. Più loro mi aiutavano, più io mi impegnavo negli studi. È stata questa la chiave del mio buon andamento scolastico, che mi ha aperto le porte del Progetto Becas e delle scuole secondarie.

I risultati che ho raggiunto non sono solo questione di bravura e di merito da parte mia. L’aiuto che ho ricevuto è stato una molla fondamentale, non solo dal punto di vista economico. L’effusione incessante di affetto e sostegno mi hanno dato il coraggio di avventurarmi nel mondo, di rompere le barriere, di fare dei sogni per il mio futuro. Per questo non mi vanto mai di quanto fatto, perché devo quasi tutto al Cesvitem e ai miei padrini. Sono loro che mi hanno dato la forza di volontà per superare tutti gli ostacoli, sia a livello personale e che negli studi. Sono loro che mi hanno spinto a mettere la massima dedizione e il massimo impegno in tutto quello che faccio. Questo vorrei dire a tutti i padrini di tutti i progetti di sostegno a distanza del Cesvitem: non pensate che il vostro sia solo un sostegno economico. Se io avessi semplicemente ricevuto dei soldi oggi non sarei all’università. Quello che conta è l’appoggio umano, il sentire che dietro quei soldi c’è qualcuno che, anche se a distanza, ti vuole bene e crede in te.

Oggi studio ingegneria industriale all’Università Cesar Vallejo. Ho ancora una lunga strada da percorrere prima di arrivare alla laurea, ma ho già ben chiaro dove vorrei arrivare. Vorrei raggiungere il ruolo di amministratore delegato di una società o, addirittura, avviare una mia propria impresa. Ma la cosa per me più importante e gratificante è sapere che il Cesvitem e i miei padrini sono stati e saranno sempre al mio fianco nei momenti più significativi della mia vita, rendendomi, esternamente e interiormente, una persona sempre più sicura e preparata.

È davvero incoraggiante vedere quanto tutto ciò ha fruttato nella mia vita. E quanto un aiuto simile stia fruttando nei miei amici del Progetto Becas. Un aiuto non ci consente solo di perseguire i nostri obiettivi accademici e di carriera, ma anche di essere un esempio, una testimonianza per i nostri fratelli più piccoli. A loro mostriamo come sia davvero possibile una vita senza barriere, una vita in cui nessun obiettivo è irraggiungibile.

Grazie, grazie, grazie.

Notizia del 15/11/2011


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