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Piera Zuccherin nuova rappresentante Cesvitem Mozambico

Importante novità per la sede del Cevitem in Mozambico: dal 1° dicembre Piera Zuccherin è la nostra nuova rappresentante Paese in sostituzione di Massimo Brighi. Un cambio della guardia che cade in un momento di particolare rilancio delle nostre attività in una delle realtà a cui è maggiormente legata la storia della nostra associazione: a quattro anni dall’apertura della sede di Maputo sentiamo il bisogno di un salto di qualità, dal punto di vista dell'ideazione e gestione dei progetti, dei rapporti in loco con le istituzioni, di un utilizzo sempre più trasparente ed efficace dei fondi raccolti in Italia. Crediamo sia questa la migliore risposta da un lato ai bisogni delle persone coinvolte nei nostri progetti, dall’altro per garantire i nostri sostenitori circa la serietà del nostro impegno.

Questo è il nostro proposito per il futuro. Ma la base di questo futuro è sicuramente quello che in questi quattro anni di feconda collaborazione è stato realizzato da Massimo. Per questo gli rivolgiamo il nostro più sentito grazie: il suo impegno è stato infatti fondamentale per la creazione e l’avvio delle attività della sede di Maputo. Tra le tante attività da lui realizzate, al di là dell’iter per il riconoscimento istituzionale da parte delle autorità locali, ricordiamo l’accompagnamento del progetto di sostegno a distanza Ntwanano, l’avvio del progetto Esperança, la costruzione del Centro Esperança.

Per un amico che ci saluta, una nuova amica entra nella grande famiglia Cesvitem. Piera Zuccherin, 34 anni, laureata in Giurisprudenza, ha già alle spalle una notevole esperienza sul campo. Dal 2003, infatti, lavora in Mozambico, dove ha collaborato a numerosi progetti di varie Ong in qualità esperta in gestione di programmi di sviluppo e responsabile amministrativa. Inoltre è diplomata in ragioneria, una garanzia in più rispetto ad una corretta gestione contabile e amministrativa. A Piera, dunque, il compito di gestire questa nuova fase della sede di Maputo, in collaborazione con lo staff locale e in coordinamento con i partner locali di Kulima, Watana e Medici Senza Frontiere Lussemburgo. Un compito non facile: ma siamo convinti che, oltre al suo ottimo profilo professionale, il suo essere donna sarà un’importante carta in più, in termini di sensibilità e profondità di analisi, per vincere questa sfida.

Notizia del 01/12/2007


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