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In arrivo il nuovo numero del Girotondo

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Arriva il nuovo Girotondo

Una riflessione sui cinquant'anni dell'indipendenza africana. Le voci delle nostre operatrici in Perý. E ancora aggiornamenti dai progetti e le nuove iniziative 2011. Questo e tanto altro nel nuovo numero della nostra rivista

È in arrivo nelle case dei nostri sostenitori il nuovo numero de Il Girotondo, la rivista associativa del Cesvitem: 16 pagine tutte a colori per riflettere sui sessant’anni dell’indipendenza africana, per raccontare il lavoro dei nostri operatori in Perù, per aggiornarvi sui nostri progetti e lanciare le nuove iniziative per il 2011. Questo numero accorpa i numeri 3 e 4 del 2010. Infatti, a causa dell’eliminazione delle tariffe postali agevolate per il non profit, quest’anno il costo di spedizione di un singolo numero è passato da 160 a 700 euro. Per i primi numeri dell’anno abbiamo tenuto duro, ora la spesa diventa francamente insostenibile, considerando anche che Il Girotondo è una testata completamente gratuita. In compenso abbiamo aumentato la foliazione da 12 a 16 pagine: un modo anche questo per continuare, nonostante tutto, a dare voce al Sud del mondo. Di seguito, in anteprima, l’editoriale del nuovo numero, a firma del nostro presidente Simone Naletto; utilizzando il link nel box Approfondimenti è invece possibile scaricare e leggere l’intero giornale.

Il 10 settembre 1960, cinquant’anni fa, d’improvviso il mondo scoprì una nuova Africa. Aveva il viso affilato e i piedi scalzi di Abebe Bikila, che in una calda serata romana entrò nella leggenda dello sport vincendo, primo africano nella storia, la maratona olimpica. Non era solo, Bikila. Era l’alfiere di un continente che proprio in quel 1960 si riscattava dalla lunga notte del colonialismo: furono ben 17 le nazioni che si dichiararono indipendenti in quei mesi, facendo di quell’anno “l’anno dell’Africa”. Un momento storico di cui Bikila fu il testimonial perfetto e, forse, inconsapevole. Perché in quei quaranta chilometri dimostrò a tutti che l’Africa poteva anche essere povera, smunta, senza scarpe, ma non era sottomessa, non più. Aveva gambe e polmoni per andare lontano.

Oggi, a cinquant’anni di distanza, è difficile fare un bilancio dell’indipendenza africana. Nazioni giovani, o addirittura giovanissime, come quel Mozambico a cui dedichiamo ampio spazio in questo numero del Girotondo, chiamate ancor oggi a fare i conti con molte, troppe contraddizioni. Come sintetizziamo in copertina, quella dell’Africa pare davvero una libertà limitata, condizionata. Condizionata dagli stessi africani, dalle loro classi dirigenti in molti casi più attente al proprio arricchimento e al proprio potere che non ai bisogni dei popoli, lasciando campo aperto alla corruzione e a pratiche non democratiche. E condizionata da noi, il Nord del mondo, con il nostro benessere troppo spesso fondato proprio sul malessere dell’Africa, sugli abissi di disuguaglianza, prima di tutto economica, che abbiamo scavato tra noi e gli altri. Come se lo spirito predatorio delle potenze coloniali non fosse mai scomparso, ma si fosse semplicemente riciclato in nuove forme.

Ma l’Africa, come testimoniano Bikila e i tantissimi campioni venuti dopo di lui, ha il talento, le capacità per venirne fuori. Deve solo essere messa nelle condizioni di poter iniziare a correre. Vale per l’Africa, vale per tutto il Sud del mondo: lo dimostra, tanto per citare un altro articolo che troverete nelle prossime pagine, lo spirito con cui le operatrici del Cesvitem Perù si mettono ogni giorno al lavoro per costruire un futuro migliore per il loro paese e la loro gente. Anche in questi mesi di crisi, in cui è sempre più un’impresa trovare i fondi per portare avanti le attività a favore di migliaia di bambini e ragazzi.

A proposito di crisi, il tira e molla sulle tariffe postali per il non profit, iniziato ad aprile con la cancellazione delle agevolazioni e rincari fino al 400%, non è ancora finito. Abbiamo stretto i denti con due invii del Girotondo a tariffa piena, ora dobbiamo arrenderci e accorpare gli ultimi due numeri dell’anno. Una scelta dolorosa ma, compensata dall’aumento della foliazione, in modo da continuare comunque a dare voce nel migliore dei modi a quel Sud del mondo che tanto ci sta a cuore. Lo faremo sulla carta, lo faremo sul campo, con i progetti di cui vi parliamo in questo numero. Progetti che finiscono, progetti che iniziano ora la loro corsa, puntando con il tifo di tutti noi verso il traguardo. Proprio come un piccolo uomo che in una calda notte di cinquant’anni fa fece scoprire l’Africa a tutto il mondo.

Notizia del 24/11/2010


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