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Perù, la disillusione riempie le urne

Propaganda elettorale sulle strade di Trujillo

Perù, la disillusione riempie le urne

Il paese è nel pieno di una lunga campagna elettorale, dalle elezioni amministrative di ottobre a quelle presidenziali del 2011. Tante promesse di sviluppo che non incantano più la gente. Di Attilio Sante Salviato, rappresentante Cesvitem Perù

Il prossimo 3 ottobre si terranno in tutto il Perù le elezioni amministrative, da cui usciranno i nomi dei nuovi governanti a livello regionale, provinciale e distrettuale. Un’interminabile tornata elettorale che si concluderà solo nella primavera del prossimo anno, con l’elezione del nuovo presidente della repubblica.

Il Perù è una democrazia ancora giovane: sono passati solo dieci anni dalla fine della dittatura di Fujimori e il paese resta come in sospeso, alla ricerca di un equilibrio tra il centralismo statale e le autonomie locali. Una sorta di terra di nessuno che avvantaggia spesso avventurieri senza arte né parte, pronti ad ogni tipo di speculazione che la politica non è in grado di arginare con adeguati strumenti di salvaguardia sociale. E così un periodo di forte crescita economica come quello attuale si traduce in grandi affari solo per capitali da capogiro che possono investire in megastrutture commerciali di import-export, tanto legale quanto illegale. Ma l’altra faccia della medaglia è la mancata ridistribuzione sul territorio di questa ricchezza, sottoforma di servizi essenziali per la popolazione. Da qui deriva, anche in un paese non poverissimo secondo i principali indicatori macroeconomici, la necessità di una rete di associazioni filantropiche, confraternite religiose, organizzazioni di solidarietà internazionali, che con il loro lavoro quotidiano cercano di inserire i più poveri e i più emarginati nel tessuto sociale.

Trujillo, la grande città del nord nelle cui periferie come Cesvitem operiamo dal 2002, è un perfetto esempio di ciò: una realtà in forte e continua espansione, con un’infinita fascia urbanizzata lungo la costa che continua ad espandersi a sud come a nord, occupata da nuovi migranti, soprattutto dalla sierra, in cerca dell’opportunità di una vita migliore. La propaganda elettorale impazza ovunque, il rumore è assordante, le vie principali sono tappezzate di cartelli che illustrano con gigantografie promesse di futuro sviluppo. E come ogni campagna elettorale che si rispetti, anche questa è accompagnata da un’improvvisa impennata delle opere pubbliche: è aumentato il verde cittadino, tutte le strade sono state  riassaltate, addirittura, vera novità dell’anno, con le linee di mezzeria.

Ma nei clubes de madres dove lavoriamo tutti i giorni la disillusione é evidente: niente di nuovo si presenta all’orizzonte, tutti sono convinti che, passate le elezioni, si ritornerà alla solita instabilità quotidiana, all’insicurezza economica e sociale così lontana da qualsiasi idea di sviluppo e solidarietà umana. Tutto sembra remare contro, aumentano i prezzi ma gli stipendi sono stabili e le famiglie sono costrette a ricorrere ad un infinito indebitamento. Tante colorate promesse, ma per i beneficiari dei nostri progetti, i bambini di Pininos, i ragazzi che godono di borse di studio, i bimbi delle guarderie, resta sempre il problema dell’accesso alla scuola, all’acqua, ad un cibo sano, alle cure sanitarie nel momento del bisogno, ad uno spazio sicuro per giocare. Tutti diritti che nel Perù di oggi non sono garantiti, se non addirittura negati.

Come Cesvitem Perù la speranza è che in queste elezioni si veda il segno di uno sviluppo anche della politica, che gli uomini di buona volontà si facciano finalmente avanti. Con il sogno che i bambini dei nostri progetti, il futuro del Perù, nelle loro letterine ai padrini possano prima o poi scrivere “nella mia città é cambiato tutto...”.

Notizia del 20/09/2010


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