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Tariffe postali non profit: dietrofront parziale

Nuovo decreto del parlamento dopo gli aumenti del 500% di aprile: ma le nuove tariffe agevolate sono comunque pari al doppio rispetto alla situazione precedente

Dietrofront parziale sulla tariffe postali per il non profit. Dopo il decreto interministeriale del 1° aprile scorso, che cancellava ogni forma di agevolazione con aumenti fino al 500% per le spedizioni di prodotti editoriali, l’alzata di scudi del terzo settore (solo l’appello del settimanale Vita ha raccolto oltre 15 mila adesioni) ha spinto il parlamento ad approvare un nuovo decreto legge. Il provvedimento prevede benefici per i soli giornali editi da associazioni e organizzazioni senza fini di lucro. In ogni caso le agevolazioni non potranno superare il 50% del costo ordinario: quindi, a conti fatti, rispetto alla situazione precedente si tratta comunque d un raddoppio delle tariffe. Senza contare che lo stanziamento del governo per garantire il ripristino delle agevolazioni è pari per il 2010 a 30 milioni di euro. Si tratta dunque, come detto, di un provvedimento parziale, sia perché valido solo per l’anno in corso, sia per la ridotta disponibilità economica di cui gode.

Soddisfazione “moderata” è stata non a caso espressa dal portavoce del Forum del Terzo Settore Andrea Olivero: “È stato fatto un primo passo verso una presa di coscienza del problema da parte delle istituzioni in seguito alla nostra mobilitazione”. “Ma - prosegue Olivero - il raddoppio apportato alle tariffe agevolate a 2010 inoltrato non ha permesso alle associazioni di prevederle nel bilancio e ciò ha causato o causerà gravi ritardi e soppressione di numeri se non di testate. Inoltre, lo stanziamento di 30 milioni di euro previsto dal decreto appare insufficiente. Chiediamo quindi alle forze politiche di far slittare le nuove tariffe al 2011 e di reintegrare, per tutto il 2010, le tariffe postali agevolate precedenti”.

“Resta di fondo - sottolinea Marco Granelli, presidente di CSVnet, il coordinamento nazionali dei Centri servizio per il Volontariato - il problema politico di aver modificato una norma intervenendo su contratti già in essere e modificandoli in corso d'opera: non è questo il modo di trattare con il non profit che lavora per il bene comune. Speriamo che le associazioni possano presto spendere meno per le attività di raccolta fondi e di comunicazione e informazione ai cittadini, elementi fondamentali per il loro sostegno ma soprattutto per la crescita della cultura della solidarietà”.

Notizia del 25/05/2010


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