Il Girotondo

IL GIROTONDO
Trimestrale informativo del Ce.Svi.Te.M.


Il Girotondo n.2 - aprile 2008

Numero 2, giugno 2008
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CLANDESTINO, CITTADINO
di Simone Naletto

Si fa un gran parlare in queste settimane di immigrazione e dell’opportunità o meno di introdurre nel nostro ordinamento il reato di clandestinità. La sensazione è che, ancora una volta, la nostra classe politica (ma anche l’opinione pubblica) consideri la questione dal lato sbagliato, proponendo provvedimenti che intaccano appena la superficie del problema, senza garantire una soluzione vera. Intendiamoci: il rispetto delle regole e dell’ordine sociale sono elementi fondamentali in ogni comunità. Ma nessuna legge, per quanto severa, potrà essere un reale deterrente se gran parte della popolazione mondiale non ha nulla da mettere in gioco al di fuori della propria vita. Chi scappa dalla fame, dalla miseria, dalla malattia, dalla guerra, non può essere fermato dal timore di infrangere una legge. Continuerà a rischiare, ad attraversare deserti e mari per cercare di approdare in Europa, perché questa, volenti o nolenti, è l’unica speranza che gli rimane. Ma reprimere è sempre più facile che investire nel futuro dei popoli: noi italiani, che dedichiamo all’aiuto pubblico allo sviluppo appena lo 0,11% del Pil, lo sappiamo fin troppo bene.

E allora dobbiamo fare un passo indietro, osservare le cose in una prospettiva più ampia. I flussi migratori sono una delle tante sfide poste dalla nostra epoca globale, a cui possiamo dare due diverse risposte. La prima è quella di chiuderci in noi stessi, di difendere i nostri privilegi, la nostra ricchezza. Di considerare la nostra cultura e le nostre convinzioni come le uniche realmente valide. Una sorta di sindrome da “ponte levatoio”, come se chiudendo le porte del nostro castello tutto il male restasse fuori, permettendoci di vivere felici e contenti. La seconda via è quella di chi non riesce ad accettare il divario tra chi ha tutto e chi non ha nulla, e per questo prova ad ascoltare, consapevole che esistono uomini e donne portatori di altri valori e altre aspettative meritevoli di rispetto e dignità. È una strada sicuramente più scomoda, che richiede di porsi molte domande e di farsi venire tanti dubbi. Ma è l’unica via che abbiamo per aprire davvero una nuova era fatta di giustizia e diritti per tutti.

È questo lo spirito con cui nel 1987 è stato fondato il Cesvitem. Lo stesso spirito che anima tutte le iniziative realizzate nel 2007 che vi raccontiamo in questo numero monografico del Girotondo. Perché nessuno, qualunque sia la sua origine, debba mai sentirsi clandestino. Ma solo ed esclusivamente cittadino del mondo.


In questo numero:

Bilancio 2007
:: La solidarietà non cede alla crisi

Microprogetti
:: Kenya: acqua, il sogno diventa realtà
:: Perù: colpo doppio per la guarderia
:: Perù: Idrocuyes, piccola grande idea
:: Mozambico: sostenibilità, la sfida finale
:: Mozambico: Oficinas a un passo dall'arrivo

Progetti Sad
:: Quando il sostegno annulla le distanze

Comunicazione e Settore Eas
:: Il futuro inzia anche a Nord

Progetti 2008
:: Scomettiamo sul Mozambico


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