L'Africa c'è

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Un nuovo patto di solidarietà con l'Africa

La campagna “L’Africa c’è: nuove strategie di cooperazione tra relazioni umane e crescita dell’identitá collettiva e globale” è un’iniziativa promossa dal Cipsi e da altre sette associazioni, tra cui il Cesvitem, al fine di favorire e promuovere una nuova conoscenza del continente africano da parte dei cittadini italiani, presentando un’Africa positiva, sana e capace di svilupparsi.

Nell’era della comunicazione globale, l’Africa rischia di essere dimenticata, tagliata fuori dalle attenzioni mediatiche, se non per eventi drammatici: l’immagine dell’Africa appare spesso legata a conflitti ed emergenze umanitarie, senza peraltro che vengano affrontate le cause geopolitiche di queste tragedie. Ne deriva una conoscenza molto limitata di questo continente, della sua storia e del suo futuro. Nello stesso tempo, l’Italia sta diventando meta privilegiata dell’emigrazione africana, fino a poco tempo fa diretta soprattutto verso quelle nazioni europee con cui i moderni stati africani avevano rapporti legati alla precedente esperienza coloniale. Attualmente, gli immigrati africani rappresentano il 23,5% delle presenze regolari nel nostro paese, pari a 516.424 persone: le comunità africane in Italia sono ormai un dato effettivo, che comporta la necessità di promuovere iniziative di conoscenza di un continente sempre più vicino alla nostra realtà.

Per questo i promotori della campagna propongono, a partire da questo rafforzamento della reciproca conoscenza e dall’instaurazione di nuove relazioni tra italiani e africani, di costruire in Italia un nuovo patto di solidarietà con i popoli dell’Africa, anche per favorire una coscienza rispetto alle responsabilità dei popoli industrializzati verso il Sud del mondo.

Perno della campagna è la mostra-evento “Persone: Africa, società civile, cambiamento”, già allestita a partire da aprile 2008 nelle piazze di quindici diverse località italiane, nonché a Bruxelles dall’8 al 12 settembre in occasione della Settimana Africana promossa dal Parlamento Europeo.  Si tratta di settanta sagome che riproducono a grandezza naturale altrettante persone africane: uomini, donne, anziani e bambini di varia estrazione sociale, rappresentati negli abiti delle loro diverse professioni, dal professore al pescatore, dalla parrucchiera al giornalista. Alcune di queste sagome sono autospecchianti, in modo che chi si ritrova a passeggiare in mezzo ad esse possa sentirsi a tutti gli effetti inserito in questo squarcio di umanità. Ad ogni tappa viene poi  allestita una "casa africana", dove è possibile conoscere e comunicare attraverso programmi interattivi con realtà africane, e vengono organizzati in collaborazione con le associazioni locali incontri, convegni, seminari. Le prossime tappe sono in programma a Bari (24-26 settembre), Firenze (27 settembre-2 ottobre), Udine (3-9 ottobre), Pordenone (10-16 ottobre), Trieste (17-21 ottobre).